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Roger Waters: “Gli Stati Uniti d’America non sono un paradiso, sono un inferno”

L'ex membro dei Pink Floyd vorrebbe vedere un nuovo movimento di resistenza in tutti gli Stati Uniti

Foto di Ettore Ferrari via EPA-EFE/Shutterstock

Roger Waters vorrebbe vedere un nuovo movimento di resistenza in tutti gli Stati Uniti.

Martedì scorso, rispondendo a delle domande dopo la proiezione del suo nuovo film Us + Them, l’artista ha parlato del modo in cui, a suo avviso, i giovani americani si rapportano alla politica. Quando il moderatore gli ha detto, “mi è piaciuto [nel film] vedere ragazzi di tutto il mondo che capiscono di non essere soli”, Waters ha spiegato che gli piacerebbe vedere i giovani americani più incazzati col loro governo.

“È bello che il messaggio stia arrivando, ma purtroppo non arriva qui”, ha detto. “Perché se arrivasse, non ci sarebbe Trump presidente, non ci sarebbero queste insensate primarie del Partito Democratico in cui cercano di distruggere l’unico candidato che potrebbe vincere contro Trump, Sanders”.

“Stiamo vivendo in un inferno pieno di scemi”, ha detto Waters. “Gli Stati Uniti d’America non sono un paradiso, sono un inferno. Guardare questo film mi ha ricordato che la grande battaglia dei nostri tempi è quella tra l’amore e la propaganda. E la propaganda sta vincendo. E purtroppo i bottoni della macchina della propaganda vengono schiacciati da persone malate. Questi maledetti sociopatici, tutti loro, ognuno di loro. Che ci crediate o no Trump è qui da qualche parte, sul fondale fangoso di questo lago di oligarchia”.

“E questo uomo che ha fallito in ogni fottuta cosa che ha fatto nella sua vita, eccetto diventare il più grande tiranno e assassino e distruttore di tutto ciò che la gente ama, solo perché ha il potere”, ha continuato Waters. “Purtroppo ha le sue dita sul bottone. E il meccanismo sta funzionando in tutto il mondo, ammazzando persone non bianche per il profitto”.

Alla fine, il moderatore ha fatto i complimenti a Waters per la sua passione politica e per la sua rabbia, dicendo che il messaggio lanciato dall’ex membro dei Pink Floyd era alla fine un messaggio d’amore.

Alla conferenza stampa Waters ha anche scherzato, dicendo che preferirebbe non cantare più uno dei suoi più grandi successi. Dopo aver riguardato il film, il testo gli è suonato in modo diverso. “Ero lì seduto e pensavo, ‘Oddio, se devo cantare un’altra volta Wish You Were Here mi sparo'”, ha detto al pubblico. “Ma poi ovviamente lo farò, perché la canzone mi piace…Sì, abbiamo scambiato un ruolo da comparse nella guerra per un ruolo da protagonisti nella gabbia. Viviamo tutti in una fottuta gabbia, e come comparse. E le cose non cambieranno – non smetteremo di essere schiavi – finché tutti noi, tutto il popolo, non dirà, ‘No, questa è una strozzata’. Ovviamente in qualche modo sono riusciti a convincere una buona parte di noi che questa situazione sia una buona cosa, e quindi la supportiamo”.

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