Roger Waters torna a esporsi pubblicamente in un video su Instagram. L’ex Pink Floyd ha commentato duramente l’intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela, in particolare dopo la cattura del presidente Nicolás Maduro, insieme alla moglie, poi trasportato negli USA per essere processato con le accuse di terrorismo, traffico di droga e di armi.
«Sono le 11 del mattino del 3 gennaio 2026. Siamo tutti sconvolti, sotto shock, per questo selvaggio atto di aggressione dell’impero degli Stati Uniti d’America contro i nostri fratelli e sorelle e compagni in Venezuela, quella grande e meravigliosa espressione della rivoluzione bolivariana», dice Waters nel reel. E aggiunge: «Siamo con voi. Nessuno di noi, in nessuna parte del mondo, sostiene ciò che stanno facendo. Quando dico che applauderemmo le vostre azioni nei Caraibi, credo di parlare a nome di una percentuale imprecisata, ma probabilmente del 99% delle persone del pianeta».
Il musicista britannico, alla fine, alza ulteriormente i toni verso l’America: «Per l’amor di Dio, crescete. Smettete di comportarvi come bambini deficienti in un cortile di scuola. Questo è il nostro mondo, non il vostro». E Waters conclude con un messaggio di sostegno al presidente sudamericano: «Se fossi un uomo che prega, adesso starei pregando per il presidente Maduro. Non sono un uomo che prega, ma sono un uomo che agisce, e farò tutto ciò che è in mio potere per sostenere il Venezuela, che è un paese sovrano e dovrebbe essere lasciato in pace dai bulli gringo del nord».
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