Il tour dei Guns N’ Roses del 1992? Tossico, misogino, offensivo, non solo per un gay come lui. Al punto da spingerlo a fare coming out prendendo le distanze da quell’ambiente. Roddy Bottum, tastierista dei Faith No More autore del libro autobiografico The Royal We, ha ricordato di recente nel podcast 60 Minutes or Less il periodo in cui la sua band ha partecipato alla tournée di Use Your Illusion dei Guns assieme ai Metallica spiegando che l’atmosfera che si respirava ha rappresentato per lui un punto di svolta.
Far parte di un ambiente aggressivo e molto mascolino come quello ha rappresentato per lui una sfida. «Credo che al tempo fosse la norma nel mondo del rock. La misoginia, l’aggressività maschile, la mascolinità tossica erano parte integrante dell’ambiente e nessuno dissentiva. Onestamente, non conosco nessuno che non fosse d’accordo».
Se Jim Martin, chitarrista dei Faith No More, era perfettamente integrato, Bottum e gli altri della band ne erano alienati. «Eravamo chi più chi meno orientati a sinistra, progressisti, artisti strambi, con una mentalità liberale». Ed erano scioccati dalla sfacciataggine degli altri musicisti. «Non riuscivamo a credere a quello che vedevamo, ma eravamo gli unici a pensarla così».
Quasi tutte le persone che partecipavano al tour vivevano quella forma estrema di edonismo. «Era semplicemente un’epoca in cui la gente ci stava. Io, in quanto gay cresciuto in buona sostanza con tre sorelle, lo trovavo offensivo e folle e mi chiedevo “ma che cazzo?” più di chiunque altro, su questo non c’è dubbio».
Vedere tanta mascolinità tossica lo ha spinto a fare coming out. Non poteva più tollerare che i Faith No More fossero associati a quei comportamenti. «In un certo senso mi ha spinto a dichiarare pubblicamente che ero gay. Ed è lì che, nel libro, la mia storia cambia direzione».

Nel podcast Bottum spiega che ci è voluto del tempo per smettere di accettare una certa cultura rock e che anche lui in principio non ha trovato certi aspetti dei Guns respingenti. Ricorda ad esempio quando ha comprato e apprezzato Appetite for Destruction. «Ma c’era un fumetto con una ragazzina minorenne in divisa scolastica e le mutandine abbassate fino alle caviglie. Si capiva che era stata violentata. Mi limito a dire questo».
Oggi quell’immagine sarebbe considerata ripugnante o comunque offensiva, eppure all’epoca «per qualche motivo abbiamo accettato i Guns N’ Roses, l’hanno fatto anche persone progressiste e liberali». Sono stati necessari anni «prima che prendesse forma la repulsione per quello che rappresentavano. Mi ci è voluto molto tempo prima di dire: ehi aspetta, un attimo».













