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Rock in Love: Lou Reed & Laurie Anderson

La storia di un amore maturo e sincero, terminato tristemente la mattina del 27 ottobre 2013

Omosessuale o bisessuale, con una predilezione per donne alte e decisamente in carne, senza dimenticare uomini incredibilmente sexy in abiti femminili, Lou Reed ama e finge al contempo. Ma quando il 2 marzo del 1992 compie cinquant’anni ci troviamo di fronte a un cambiamento radicale dell’artista newyorkese. Reed si allontana dalla moglie Sylvia Morales dopo dieci anni di pacifica convivenza e le voci di una nuova relazione omosessuale si fanno insistenti, ma all’orizzonte c’è qualcosa di più di un semplice flirt. L’incontro con una donna che sembra racchiudere in sé personalità femminile e maschile. La performer Laurie Anderson conquista Lou sul suo stesso terreno. Entrambi non sono più giovanissimi, ma in ottima forma e con mille progetti ancora da realizzare per la testa. Trova la donna perfetta e fugge con lei. Fosse anche solo su una panchina a Central Park.

O Superman è il brano che nel 1981 fa conoscere Laurie Anderson a chi le élite d’avanguardia non sa nemmeno dove stiano di casa, almeno fino a questo momento. Non è dunque difficile intuire cosa colpisca Lou Reed di questa femmina mascolina, sicura di sé e al contempo decisamente aperta alle contaminazioni. Alla fine del 1993 i due musicisti si incontrano al Festival delle Arti e della Musica di Monaco. Lou invita Laurie sul palco per il brano A Dream. “Sono rimasto stupefatto quando l’ha cantata esattamente come avrei fatto io dal punto di vista ritmico, con le pause giuste”, racconta Reed. Tornati a New York, i due, normalmente riservati per quanto riguarda le proprie vite private, parlano tranquillamente con gli amici di quella che ormai sembra essere a tutti gli effetti l’inizio di una relazione. Quando la stampa immortala la nuova coppia scambiarsi effusioni sul sedile posteriore di un’auto e nei ristoranti, Lou Reed è il primo ad aprire la bocca coi giornalisti non risparmiando aggettivi come sexy, vivace e bella all’indirizzo della compagna.

Lou Reed e Laurie Anderson condividono ben più di un concerto, di una passeggiata al parco mano nella mano o una vacanza ad Antigua da svariati migliaia di dollari. Per la prima volta Reed si ritrova coinvolto in una relazione alla pari, dove ognuno è piacevolmente costretto a badare a sé e interessarsi alle cose dell’altra. Il brano del 1994 In Our Sleep suggella il legame sia sul piano personale sia su quello artistico. Scritta, cantata e registrata insieme per l’album di Laurie Bright Red, è una canzone d’amore minimale, intensa e dotata di un romanticismo del tutto corrispondente alla nuova coppia. È il principio di un sodalizio che vedrà i due scambiarsi favori collaborando saltuariamente ai rispettivi dischi. Se nel 1996 Adventurer, contenuta nell’album di Reed Set the Twilight Reeling, sembra descrivere nuovamente il rapporto, è lo stesso Lou a cancellare dubbi e ipotesi confessando che tutta la sua produzione è ormai ispirata alla donna.

Questa volta la perfezione non sembra ad appannaggio di un giorno soltanto. Sono molti i giorni di sole che si mettono in fila nella storia d’amore di Lou Reed e Laurie Anderson. Arte e vita si aggrovigliano nella vita di Reed, ma questa volta le parti in causa sono due e ognuna difende il proprio punto di vista. Laurie porta violino e cori in diversi dischi di colui che il 12 aprile del 2008 diventa a tutti gli effetti suo marito. La cerimonia si svolge in forma privata in Colorado, ma il giorno dopo la coppia è di nuovo a New York, nell’amato East Village, per festeggiare nella città che da vent’anni incornicia il loro romanzo amoroso. “Lou e io ci siamo sposati – ammette Laurie – prima mi sono chiesta chi fosse questa persona e chi fossi io. La risposta è che siamo le stesse persone che sono insieme da vent’anni ed è una cosa straordinaria perché è un po’ come sposare il tuo migliore amico. Sono molto felice. Si tratta di un riconoscimento straordinario del rapporto con la persona che spero mi resterà accanto per il resto della vita”.

“Lou è stato un principe e un combattente e so che le sue canzoni sul dolore e la bellezza che c’è nel mondo riempiranno la gente con la stessa gioia incredibile che lui sentiva per la vita. Lunga vita alla bellezza che ci colpisce e ci passa attraverso e ci cade addosso”. Il resto della vita da trascorrere insieme per Lou Reed e Laurie Anderson si arresta bruscamente una domenica mattina, è il 27 ottobre del 2013. Lou è malato da due anni, ma è sempre riuscito a cavarsela imparando tutto ciò che c’è da sapere sulle sue malattie e i rispettivi trattamenti. Ha continuato a fare Tai Chi ogni giorno, le sue mani sono impegnate a disegnare la forma ventuno di questa disciplina quando arriva la fine. Laurie Anderson è al suo fianco, quel posto che non ha mai lasciato vacante negli ultimi vent’anni. “I suoi occhi erano spalancati. Stavo tenendo tra le braccia la persona che amavo più di ogni altra cosa al mondo e le parlavo mentre moriva. Il suo cuore ha smesso di battere. Non aveva paura. Ero riuscita a camminare con lui fino alla fine del mondo. La vita – così bella, dolorosa e spettacolare – non può dare qualcosa più di questo. E la morte? Penso che lo scopo della morte sia liberare tutto l’amore che si possiede”.

Laura Gramuglia è speaker radiofonica e dj, nei suoi set non mancano mai Patti Smith, Smiths, ed Elliott Smith. È stata tra i conduttori di Weejay a Radio Deejay. Quato testo è tratto dal suo libro, Rock In Love, edito per Arcana. Potete acquistarlo qui.

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