A nemmeno 47 anni, Robyn ha già superato i 30 di carriera. Risale infatti al 1995 il suo album di debutto, Robyn Is Here, il primo passo di una carriera fatta di poche e mirate uscite, e grandi e longeve hit. Ora la popstar svedese, che non pubblicava un album da Honey del 2018, è pronta a tornare con un nuovo lavoro Sexistential, in uscita il 27 marzo.
Sono già tre i brani estratti da questo nuovo lavoro: il primo singolo, Talk to Me («l’ho scritta durante la pandemia quando non c’era modo di essere fisici. Mi piacciono le persone che parlano, mi eccitano»), Dopamine (seguito da un remix di Jamie XX) e la title track Sexistential, nella quale rappa della sua gravidanza avuta tramite fecondazione in vitro. Per questo brano specifico ha svelato di essere stata ispirata da André 3000 che in una recente intervista aveva dichiarato di non aver più niente di cui rappare se non di colonscopie: «Mi son detta che dovevo farlo, dovevo rappare di FIVET».
Parlando del suo nono album, Robyn lo ha definito come «un’astronave aliena che entra nell’atmosfera a grande velocità e si schianta nell’atterraggio. È così che mi sentivo: come se avessi vissuto tutte queste esperienze cercando troppo lontano nello spazio e ora stessi precipitando di nuovo dentro me stessa», la sua visione.
Sul titolo, invece, Robyn ha raccontato essere nato come un inside joke, prima di venire accettato come filosofia. «Esplorare la mia vita sensuale mi dà la stessa sensazione che provo quando faccio una buona canzone», spiega. «Sento che lo scopo della mia vita è restare eccitata: non deve nemmeno riguardare il sesso, ma il sentirsi sensuali e attratti dalle cose che mi piacciono, e non lasciare che altro prenda il sopravvento su questo».
