Dopo essere apparso al fianco di Olivia Rodrigo a Glastonbury 2025, dove i due hanno suonato i classici dei Cure Friday I’m In Love e Just Like Heaven, Robert Smith ha detto di essere stato in studio con la popstar americana, che si prepara a pubblicare il terzo album.
Smith lo spiega nella cover story dell’edizione britannica di Vogue dedicata a Rodrigo. «Ho comprato Sour e poi Guts (entrambi su CD!)», dice il cantante dei Cure in una e-mail inviata alla autrice dell’articolo Amel Mukhtar. «Anche se la maggior parte delle canzoni di quei due album non sono esattamente rivolte al mio target demografico (!), sono tutte talmente belle che è difficile non innamorarsene».
Dopo Glastonbury i due sono rimasti amici. «Mi chiama spesso per parlare di vestiti e moda e abbiamo passato assieme un paio di serate memorabili in studio… Non vedo l’ora di sentire cosa farà prossimamente!». Non è detto che sentiremo la loro collaborazione in studio, ma è il segno di un’intesa che va oltre l’apparizione al festival che Rodrigo ha incluso nel suo disco dal vivo Live from Glastonbury 2025.
Il «prossimamente» di Smith si riferisce al terzo album già anticipato da qualche teaser. A Rodrigo a quanto pare mancano ancora due o tre canzoni. «È stata una sfida creativa scrivere in uno stato d’animo gioioso. Quando sei in sintonia con qualcuno o ti senti bene, non stai lì a rimuginare su poesie agrodolci».
All’autrice dell’articolo Rodrigo ha fatto ascoltare tre pezzi nuovi descritti come «cinematografici e intimi». Sono «canzoni d’amore malinconiche», dice Rodrigo. «Mi sono resa conto che le mie canzoni romantiche preferite sono belle proprio perché hanno una punta di paura o di nostalgia».
Uno dei pezzi nuovi parla di «quello che secondo me si prova quando si è innamorati. Si arriva al cuore di tutte le questioni che ci riguardano: come ci si sente con se stessi, le proprie insicurezze, ciò che ci rende felici. È come se si scoprisse la versione più autentica di sé, il che a volte fa paura, è terrificante e mette a disagio, ma a volte è bellissimo».
L’educazione musicale di Rodrigo è dovuta in parte al padre, che l’ha portata a vedere band come Cure e Depeche Mode. È fan delle riot grrrls, ama il pop-punk e il grunge, ascolta No Doubt, White Stripes, Joy Division/New Order.
Oltre a Smith, Rodrigo ha portato sul palco i Weezer e David Byrne. «Ho visto il suo concerto al Madison Square Garden mesi fa», ha detto quest’ultimo. «È una grande performer e si stava divertendo molto, si vedeva. Ci hanno presentato dopo lo show e mi è sembrata una persona vera, una che, crescendo nel mondo in cui è cresciuta, è riuscita a sopravvivere bene. Poi, dal nulla, è arrivato questo invito: “Ehi, ti va di venire con me al Governors Ball?”. La mia reazione è stata: “Sì. E se pensassimo insieme a qualche coreografia?”».
La collaborazione tra i due è proseguita e a gennaio in occasione del quinto anniversario di Drivers License, il singolo del 2021 che ha lanciato la carriera di Rodrigo, Byrne ha pubblicato una versione reimmaginata del pezzo. «Ho scoperto che il suo pezzo ha per me un significato profondo (ho cambiato qualche parola!) ed è universale, tutti abbiamo provato quei sentimenti e abbiamo vissuto quell’esperienza», ha scritto Byrne. «L’ho registrato mentre ero in tour ad Atlanta e Miami con gli incredibili musicisti, cantanti e ballerini che sono con me. Ci siamo divertiti un sacco».















