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Restart-19: il concerto-esperimento per salvare la musica dal vivo


Sabato scorso, in Germania, il cantautore Tim Bendzko e 1500 volontari hanno partecipato a un progetto di ricerca sulla diffusione del coronavirus negli spazi chiusi

Foto: Sean Gallup/Getty Images

Sabato 22 agosto il cantautore tedesco Tim Bendzko ha suonato tre concerti per un pubblico di volontari e scienziati. La serata, organizzata alla Quarterback Immobilien Arena di Lipsia, è parte di RESTART-19, una ricerca del centro medico universitario di Halle su come limitare la diffusione del coronavirus in spazi come locali, stadi e arene. L’obiettivo è aiutare la musica dal vivo, uno dei settori più colpiti dalla pandemia.

La mattina di sabato 1500 volontari, tutti di età compresa tra i 18 e i 50 anni, si sono presentati all’Arena per fare il tampone. Dopo aver ricevuto una mascherina FFP2, un dispositivo di tracciamento e un gel disinfettante fosforescente – così da “segnare” le superfici toccate –, i volontari hanno assistito a tre concerti di fila. Nel primo non c’è stato nessun distanziamento (solo le mascherine), nel secondo sono state aggiunte precauzioni minime e nel terzo il distanziamento sociale di un metro e mezzo. Prima di iniziare a suonare, Bendzko ha detto ai volontari: «oggi state salvando il mondo!».

Tra un concerto e l’altro i volontari potevano spostarsi, ordinare cibo e bevande ai bar e assistere a varie attività d’intrattenimento. L’idea, insomma, era di replicare in tutto e per tutto i movimenti del pubblico durante un grande evento. Grazie al gel fosforescente a macchinari per studiare il flusso dell’aria, i ricercatori cercheranno di capire come limitare la diffusione del virus durante questo tipo di eventi. I risultati della ricerca verranno pubblicati a ottobre.