«Il miglior regalo di compleanno che abbia mai ricevuto», ha detto Raye. La cantante inglese, che domani compierà 29 anni, ha vinto ieri il Mercury Prize per l’album This Music May Contain Hope. Il premio le è stato assegnato alla Utilita Arena Newcastle. Durante il discorso di ringraziamento ha detto di credere fortemente nel valore degli album. «Sono importanti. E sapete, non lo dico con amarezza perché ho fatto pace col mio passato, ma vengo da un ambiente in cui gira tutto attorno ai singoli e alla ricerca della novità del momento, quindi mi sento davvero grata di questo riconoscimento».
«Volevo scrivere canzoni di sette minuti», ha detto a proposito dell’album. «Volevo metterci una sezione da big band e aggiungere gli archi, concedermi ogni cosa… e ne sono davvero grata». E a proposito del titolo: «Speranza è una parola sdolcinata, soprattutto per noi britannici. Non siamo soliti occuparci di cose profonde, ma abbiamo tutti quanti bisogno di speranza. La musica è proprio questo, la musica è una medicina. Spero solo che questo messaggio arrivi a chiunque ne abbia bisogno».
A proposito del suo passato e dei problemi con la sua etichetta discografica, in sala stampa Raye ha aggiunto che si sente finalmente apprezzata e grata perché «c’è sempre un conflitto tra arte e commercio, o domande del tipo “Chi ha più successo?”». Ha anche parlato di I Know You’re Hurting, il pezzo del disco sulla salute mentale: «L’ho scritto con la mia band. Eravamo solo io e i ragazzi. Abbiamo iniziato a parlare della salute mentale degli uomini. Soprattutto nel Regno Unito, non c’è l’abitudine di parlare dei propri sentimenti. Abbiamo iniziato a parlare, ci siamo commossi profondamente e abbiamo scritto quella canzone. Dentro ci sono tanta luce e tanto amore».
Il Mercury è, diciamo così, l’alternativa meno appariscente dei Brit Awards ed è basato solo ed esclusivamente sugli album: non ci sono altre categorie. Una giuria qualificata (musicisti, giornalisti, produttori, discografici, conduttori radiofonici, ecc) decide qual è l’album dell’anno nel mercato del Regno Unito e dell’Irlanda selezionando in una lista di 12 titoli che quest’anno comprendeva anche i dischi di Dave, Dove Ellis, Florence + The Machine, Jade, Knats, Kojey Radical, Nia Archives, Olivia Dean, Paul McCartney, Suede e l’album collettivo Help(2).
Dopo i problemi relativi alla vendita dei biglietti per la data alla Royal Albert Hall, Raye ha lanciato il tour orchestrale This Symphony May Contain Hope che toccherà anche l’Italia. Luoghi e date saranno comunicate il 10 dicembre.
Alla serata dei Mercury Raye ha cantato I Hate the Way I Look Today. Si sono esibiti quasi tutti gli altri candidati (non McCartney purtroppo) ovvero Dove Ellis, Florence + The Machine, Jade, Knats, Kojey Radical, Nia Archives, Olivia Dean, Suede e i Pulp, in rappresentanza dei partecipanti all’album benefico Help(2).















