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Raveonettes, l’intervista: il duo danese ci racconta il nuovo album “Pe’ahi”

Gradita sorpresa per i fan di Sune Rose Wagner e Sharin Foo: un nuovo disco capace di accarezzare l’anima come un'onda. E ci regalano anche un brano in anteprima.

I Raveonettes, foto stampa

I Raveonettes, foto stampa

A tutti piacciono le sorprese e, di certo, questa lieta novella ha fatto gioire il fedele pubblico dei Raveonettes: Sune Rose Wagner e Sharin Foo hanno pubblicato, senza alcun annuncio sfarzoso, il loro nuovo album in studio: Pe’hai.

I due musicisti si sono conosciuti a Copenhagen e dopo pochissimo tempo erano già alle prese con la registrazione del primo EP, Whip It On, che ha contribuito ad attirare l’attenzione su di loro. Il primo album arriva l’anno dopo, nel 2003, e si intitola Chain Gang of Love: Sune e Sharin vengono proiettati nell’olimpo della musica grazie alle particolarissime sonorità e ai virtuosismi vocali che ricordano gli Everly Brothers.

Il tempo passa e ormai alle spalle avete già ben sette, tutti figli delle emozioni provate nella vita quotidiana, compreso il nuovo Pe’ahi
Sune: Traggo ispirazione da ciò che accade nel corso della mia esistenza, è sempre stato così. Pe’ahi è il luogo in cui si possono trovare le onde più maestose e potenti per fare surf nell’isola di Maui, alle Hawaii. È un posto pericoloso e invalicabile. Trovo che si sposi benissimo con la musica del nostro nuovo lavoro. L’idea di questo album è nata alla fine della scorsa estate a Los Angeles, ma non ha preso forma fino a gennaio di quest’anno. Non ho avuto tempo se non per scrivere e registrare, mi sono solo concesso la visione di alcuni documentari sul surf nel frattempo. Posso definire questo lavoro come un’opera rumorosa, è un disco crudo, sexy e onesto.

Mancavate dalle scene musicali dal 2012, anno in cui è uscito Observator.
Sune: In questi due anni abbiamo fatto un sacco di cose, siamo stati in tour, abbiamo prodotto altre band, mixato lavori di altri artisti e scritto i nuovi brani. Abbiamo pubblicato Sisters come assaggio del nuovo lavoro sui nostri canali ufficiali. Non è un singolo ma solo un ottimo estratto per incuriosire il nostro pubblico, per farlo entusiasmare. La risposta al brano è stata travolgente. Le persone hanno amato il pezzo da subito e così è stato anche per noi.

Le sonorità del disco sono poderose e fluide, esattamente come un’onda, sembrano richiamare il vostro passato.
Proprio perché siamo i Raveonettes possiamo rubare qualcosa dal noi stessi. Non credo che ci siano così tanti suoni che richiamano i nostri lavori precedenti, magari si può parlare del concetto di noise. Per realizzare Pe’ahi ci siamo avvalsi della collaborazione di Justin Meldal-Johnsen (già al lavoro con M83, Paramore e Crystal Fighters, NDR). Lavorare con lui è stato fenomenale, non avevamo realizzato mai nulla insieme. È un uomo intenso, brillante e professionale, ed è anche il miglior interlocutore che abbia mai avuto

Il prossimo tour?
Sune: Stiamo programmando un tour per i mesi autunnali, saremo in Italia probabilmente tra Ottobre e Novembre. Mi piace moltissimo l’Italia, sono stato al matrimonio del mio manager in Puglia e l’ho amata, sono stato anche in viaggio in Toscana e una volta a Roma. Purtroppo non mi sento un performer nato e sul palco sono un po’ imbarazzato ma amo suonare la nostra musica dal vivo. E’ capitato che abbiamo suonato live con più musicisti e in passato per qualche anno ci siamo esibiti in tre sul palco. I Raveonettes, però, sono sempre stati due persone: io e Sharin.

Cosa ha in serbo la band per il suo futuro, come si vedono i Raveonettes tra dieci anni?
Più vecchi.

Non fa una piega.

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