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Rage Against the Machine, guarda il documentario su ‘Killing in the Name’

Girato dal collettivo Ummah Chroma, il corto racconta la storia dell’oppressione razzista e sociale degli Stati Uniti. «È una delle società più brutali del mondo», dice Zack de la Rocha

I Rage Against the Machine hanno pubblicato un documentario su Killing in the Name, il classico del 1991. Il corto dura 15 minuti, nasce dalla collaborazione con il collettivo Ummah Chroma e racconta di un insegnante che spiega ai suoi studenti la storia dell’oppressione razzista e sociale degli Stati Uniti. Il documentario contiene anche la testimonianza dello storico Howard Zinn e riprese della band mentre suona il brano dal vivo.

«Chi vive negli Stati Uniti subisce una delle società più brutali della storia», dice Zach de la Rocha in un’intervista d’archivio inserita nel documentario. «È il Paese che ha ereditato il genocidio dei Nativi Americani, che ha partecipato allo schiavismo. Ogni società, ogni governo, ogni sistema nato per avvantaggiare una classe di ricchi mentre la maggior parte della gente soffre e vende il suo lavoro… se l’obiettivo di quel sistema è creare profitto e non migliorare le condizioni della popolazione, rispondere ai suoi bisogni, allora questa società non deve durare. Va sfidata, messa in discussione e rovesciata».

«Mia madre è una donna bianca con opinioni radicali», aggiunge Tom Morello. «Per trent’anni è stata un’insegnante progressista in una scuola conservatrice, ispirava i suoi studenti a sfidare il sistema. Con le sue parole e i suoi comportamenti ha sempre insegnato che il razzismo non va ignorato ma affrontato». Il chitarrista ha raccontato la storia del brano in questa intervista. Qui, invece, raccontiamo come Killing in the Name è diventato un inno degli elettori di Trump. 

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