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La polizia di Seattle smentisce le teorie complottiste sulla morte di Cobain

Pubblicando le foto del fucile, sotto richiesta della CBS, mette a tacere le ipotesi che il fucile fosse stato distrutto per nascondere eventuali prove

Un'immagine del fucile diffusa dalla polizia di Seattle

Un'immagine del fucile diffusa dalla polizia di Seattle

Per smentire le voci di un possibile complotto, la polizia di Seattle ha reso pubbliche per la prima volta le foto del fucile ritrovato vicino al corpo di Cobain. Le immagini sono state pubblicate dopo una richiesta formale della CBS.

Il fucile, visto parzialmente solo in alcune immagini della scena del delitto, non era mai stato mostrato prima d’ora. Le immagini sono una risposta all’ipotesi complottista, che avrebbe voluto l’arma fatta sparire dal dipartimento di polizia, per nascondere in maniera definitiva tracce e impronte digitali che potessero portare le indagini verso una conclusione diversa rispetto a quella del suicidio.

Le voci che la morte di Cobain non fosse causata da un suicidio sono nate immediatamente dopo la sua morte, alimentate dall’amore dei fan. Ma negli ultimi anni, Soaked in Bleach, un film-documentario diretto da Benjamin Slater, ha gettato benzina sul fuoco, fornendo la versione di Tom Grant, un detective ingaggiato da Courtney Love poco prima della scomparsa del cantante. Grant sosteneva nel film che la polizia avesse nascosto il fucile per coprire eventuali prove. Questa teoria era nata, in realtà, dalle dichiarazioni di Courtney Love che, qualche tempo dopo la morte di Cobain, aveva annunciato che avrebbe distrutto l’arma, donandola all’associazione Mothers Against Violence per scioglierla. Una scelta che Grant aveva da sempre visto come sospetta.

La gallery completa è sul sito della CBS.

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