Dopo aver giocato sui social per mesi sulla somiglianza tra il suo marchio Confessions of a Showgirl e il titolo The Life of a Showgirl, usando canzoni di Taylor Swift e hashtag come #LifeOfAShowgirl e #TS12, la entertainer di Las Vegas Maren Wade ha fatto causa alla popstar per violazione del marchio.
Wade, vero nome Maren Flagg, ha iniziato a usare il trade-mark Confessions of a Showgirl nel 2014, in una rubrica pubblicata dal Las Vegas Weekly. Le sue riflessioni sulla vita nel mondo dello spettacolo sono finite in uno show dal vivo, in una tournée e in un podcast.
Nel 2015 ha registrato il marchio Confessions of a Showgirl, assicurandosene il controllo. Non è una frase che Swift ha usato, ma nella causa si afferma che Confessions of a Showgirl e The Life of a Showgirl «presentano la stessa struttura, la stessa parte dominante e lasciano la stessa impressione dal punto di vista commerciale». I due marchi «operano in mercati che si sovrappongono e si rivolgono agli stessi consumatori».
Il marchio di Wade è stato sostanzialmente oscurato dal successo di Swift e questa cosa avrebbe creato «confusione sul mercato» compromettendo la possibilità che la entertainer di Las Vegas venga «riconosciuta come l’ideatrice unica del suo marchio Confessions of a Showgirl». Jaymie Parkkinen, avvocato di Wade, ha detto a Rolling Stone US che la sua cliente «ci ha messo più di un decennio a creare Confessions of a Showgirl. Ha registrato il marchio. Se l’è guadagnato». Pur rispettando il talento e il successo di Swift, «la legge sui marchi esiste per garantire che i creatori di qualunque livello possano proteggere quel che hanno costruito».
Secondo i legali di Wade, ad agosto 2025 il team di Swift avrebbe presentato una domanda per registrare il trade-mark The Life of a Showgirl ricevendo a novembre un rifiuto parziale «a causa del rischio di confusione» con un altro marchio, che sarebbe proprio Confessions of a Showgirl di Wade. L’ufficio marchi ha di recente sospeso la domanda di Swift, bloccando il procedimento in attesa di una decisione definitiva che, si legge nella lettera di rifiuto, dovrebbe arrivare ed essere negativa a meno che non vi siano novità.
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