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Quanto valeva l’immagine di Michael Jackson al momento della sua morte?


Secondo il giudice Mark Holmes, l’immagine del Re del pop ha perso valore negli ultimi anni della sua vita. La sentenza è una vittoria per gli eredi, che risparmieranno milioni di dollari di tasse

Jackson all'uscita di un'udienza del processo per molestie nei suoi confronti, nel marzo 2005 a Santa Maria in California

Foto Carlo Allegri/Getty Images

Nel 2009, all’epoca della sua morte, l’immagine e il nome di Michael Jackson valevano circa 4 milioni di dollari. L’ha stabilito Mark Holmes, giudice della corte tributaria degli Stati Uniti, con una sentenza che ribalta la valutazione dell’IRS (Internal Revenue Service, il dipartimento che si occupa di riscuotere le tasse negli Stati Uniti) di 161 milioni, e riduce notevolmente l’imposta di successione che dovranno pagare gli eredi della popstar.

Secondo quanto riporta Variety, il valore degli asset di Jackson era crollato a causa dei danni alla sua immagine pubblica causati dalle accuse di molestie su minori. «Non è certo una sorpresa: accuse simili possono allontanare potenziali accordi con qualsiasi azienda», ha scritto Holmes. «In questo caso, l’effetto è stato drammatico sulle possibilità di Jackson di chiudere contratti di sponsorizzazione e merchandising». Nel 2009, Jackson non pubblicava materiale o partiva in tour da quasi un decennio. Il progetto This Is It, inoltre, non riusciva a trovare uno sponsor.

La decisione del giudice arriva dopo una lunga controversia tra gli eredi della popstar e l’IRS. Nella loro dichiarazione dei redditi, gli eredi di Jackson avevano valutato la sua immagine circa duemila dollari, «come una Honda Civic di vent’anni fa», ha notato Holmes. Secondo l’IRS, invece, gli asset ereditati valevano 1 miliardo, di cui 400 milioni legati ai diritti d’immagine. Questa valutazione avrebbe costretto gli eredi a compensare 500 milioni di tasse, più altri 200 milioni di multa.

Arrivati al processo, la stima dell’IRS è calata notevolmente, e gli asset sono stati divisi in tre parti: i diritti d’immagine, il trust che gestiva la quota di Jackson in Sony/ATV e quello che si occupava dei diritti d’autore sula musica. Gli ultimi due sono stati utilizzati per garantire dei crediti, e il loro valore è crollato all’epoca della morte di Jackson. Il giudice Holmes ha confermato la valutazione del catalogo musicale fatta dall’IRS (107 milioni di dollari), ma ha accolto le richieste degli eredi per gli altri due asset: l’immagine di Jackson è stata quindi stimata a 4 milioni di dollari, le partecipazioni in Sony/ATV zero.

Come prevedibile, la decisione è stata accolta positivamente dagli eredi. «È una vittoria enorme e inequivocabile per i figli di Michael Jackson», hanno detto i co-esecutori testamentari John Branca e John McClain. «Negli ultimi 12 anni la fondazione ha sempre detto che la valutazione degli asset di Michael al giorno della sua morte era oltraggiosa e ingiusta, così come l’insostenibile debito d’imposta di oltre 700 milioni di dollari che avrebbe gravato sugli eredi. Non siamo d’accordo con alcune parti della decisione, ma è chiaro che mostra quanto fosse irragionevole la valutazione dell’IRS».

Il giudice Holmes ha concluso la sentenza spiegando che tutte le star del pop, Jackson compreso, sono destinate a sparire dalla memoria collettiva, ed è per questo che il loro valore crolla con il passare del tempo. «La cultura pop cambia continuamente», ha scritto. «Un giorno alcuni nomi saranno familiari solo a persone di una certa età o agli studenti di storia. E se la morte ha fagocitato la fama di Jackson, il tempo eroderà i guadagni degli eredi. Il valore di quello che è rimasto, non importa quanto bene sia stato amministrato, continuerà a diminuire, il diritto d’autore di Jackson scadrà e la sua immagine diventerà prima irrilevante, poi di dominio pubblico».

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