Pulse of Gaia va avanti, le info sui rimborsi per Kanye West e Travis Scott | Rolling Stone Italia
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Pulse of Gaia va avanti, le info sui rimborsi per Kanye West e Travis Scott

In un comunicato, la produzione del festival «prende atto della decisione della Prefettura di Reggio Emilia di vietare i concerti» e scrive che arriveranno asap «maggiori informazioni sullo svolgimento delle altre tre giornate»

Pulse of Gaia va avanti, le info sui rimborsi per Kanye West e Travis Scott

Kanye West/Ye

Foto: Antonio De Masi/Parole & Dintorni

«La produzione del festival Pulse Of Gaia prende atto della decisione della Prefettura di Reggio Emilia di vietare i concerti di Travis Scott e YE – Kanye West previsti rispettivamente venerdì 17 luglio e sabato 18 luglio 2026 alla RCF Arena di Reggio Emilia», si legge in un comunicato stampa della RCF Arena inviato da Marta Falcon di Parole e Dintorni. Ma la manifestazione va avanti: «Maggiori informazioni sullo svolgimento delle altre tre giornate del festival Pulse Of Gaia saranno comunicate il prima possibile».

I responsabili di Pulse of Gaia diffondono anche le informazioni sulle
modalità di rimborso dei biglietti: «I circuiti ufficiali di prevendita Ticketmaster e Vivaticket invieranno, entro giovedì 4 giugno, via e-mail agli acquirenti tutti i dettagli sulle modalità per effettuare la richiesta del rimborso per i concerti di Travis Scott (17 luglio) e YE – Kanye West (18 luglio). Sarà possibile chiedere il rimborso dei biglietti acquistati tramite Ticketmaster e Vivaticket entro il 19 luglio 2026. Il rimborso dovrà essere richiesto esclusivamente presso il canale di acquisto utilizzato per l’emissione del biglietto, sarà pari al prezzo + prevendita del biglietto e sarà erogato nei termini previsti dalla legge».

Intanto, nel pomeriggio, il team di Hellwatt Festival, e cioè i vecchi organizzatori, hanno fatto sapere che proveranno comunque a capire «se fosse possibile portare Kanye West in una location vicina a Reggio Emilia sempre per il 18 luglio 2026» e che stanno anche valutando «una class action nei confronti del produttore e gestore di RCF Arena, C.Volo S.p.A., in quanto ha deliberatamente cambiato nome e concept al festival, ingannando così i consumatori».