Prince, il co-manager conferma che arriverà molta nuova musica | Rolling Stone Italia
La cassaforte

Prince, il co-manager conferma che arriverà molta nuova musica

Spiega che solo metà dell’archivio è stata digitalizzata e dopo l'album ‘Timeless’ sono previsti altri inediti entro il 2027, progetti su ‘3121’ e ‘Parade’, registrazioni live, un musical a Broadway e forse un biopic

Prince, il co-manager conferma che arriverà molta nuova musica

Prince

Foto: Jeff Katz

Il vault (la cassaforte) di Prince è ancora lontano dall’essere svuotato. Anzi, a quanto pare poco più della metà del materiale sarebbe stato digitalizzato e sono già previste nuove pubblicazioni nei prossimi mesi. A raccontarlo è L. Londell McMillan, tra i responsabili dell’eredità dell’artista e per oltre dieci anni suo avvocato, in un’intervista con Brian Hiatt di Rolling Stone US.

L’occasione è l’uscita di Timeless, il nuovo album postumo che raccoglie dieci registrazioni inedite provenienti da cinque diversi decenni della carriera di Prince. Ma non sarà un episodio isolato: «Siamo pronti a pubblicare altra musica più avanti quest’anno, all’inizio del prossimo e altre registrazioni su cui stiamo lavorando», ha detto McMillan.

E qualche anticipazione c’è. È in preparazione un progetto dedicato a 3121, album del 2006, per il quale sono state tenute da parte alcune registrazioni inedite. Ancora più ambizioso sarà il ritorno su Parade: «Sarà un progetto più grande. Ma quel progetto non potrà e non dovrà riguardare soltanto la musica. Avrà diverse altre componenti». Ma nessuna corsa per farlo coincidere a tutti i costi con un anniversario: «Lo faremo quando sarà il momento giusto, e il momento giusto arriverà molto presto».

La quantità di materiale ancora da esplorare è difficile persino da stabilire. Secondo McMillan il lavoro di digitalizzazione sarebbe «poco sopra il 50%», ma non esiste un inventario definitivo del vault: «Ci sono decine di migliaia di materiali», ha spiegato, tra registrazioni audio, filmati di concerti e fotografie. Complessivamente potrebbero essere «centinaia di migliaia di elementi».

Nell’archivio ci sono anche interi progetti mai pubblicati di cui Prince aveva parlato prima di morire, tra cui album dei Revolution, dei Time e dei Vanity 6. Il materiale esiste fisicamente, ma nessuno ha ancora avuto modo di ascoltare tutto ciò che è conservato nella cassaforte di Minneapolis. «Il vault è protetto come una fortezza», ha sottolineato McMillan. E aggiunto: «Abbiamo già ascoltato ogni singola cosa che contiene? Assolutamente no. Non so se qualcuno riuscirà mai ad ascoltare tutto contemporaneamente».

Tra le prossime pubblicazioni ci sarà anche molto materiale dal vivo. Alla domanda di Hiatt sui concerti conservati negli archivi, McMillan ha risposto: «La musica dal vivo? Oh, ne abbiamo tantissima. Arriverà anche quella». Ora si sta lavorando anche alle immagini che potranno accompagnare le uscite: «Stiamo preparando questi pacchetti. E a quelli che non saranno mai soddisfatti dico soltanto di avere ancora un po’ di pazienza. Abbiamo ancora moltissimo da fare».

Il piano, però, va ben oltre. Il musical di Purple Rain dovrebbe arrivare a Broadway tra marzo e aprile 2027, in una versione rielaborata, più breve e con maggiore spazio alla musica suonata dal vivo. Nel progetto sono coinvolti anche Lin-Manuel Miranda e suo padre Luis, mentre Bobby Z e Morris Hayes, entrambi musicisti di Prince, sono stati chiamati per garantire maggiore autenticità musicale: «Volevamo perfezionare la produzione per renderla un po’ più breve e portare sul palco più musica suonata dal vivo, perché Prince era questo», ha spiegato McMillan.

Continua inoltre la lavorazione di un altro musical insieme a Ryan Coogler e sua moglie Zinzi, in collaborazione con Universal. In questo caso il modello sarà quello di Mamma Mia!, non una storia sulla vita di Prince, ma un racconto indipendente costruito utilizzando le sue canzoni. E poi c’è il cinema. Alla domanda sull’esistenza di un biopic di Prince, McMillan non ha fatto annunci, ma non ha neppure chiuso la porta: «Di biopic si parla da anni… Lo saprai quando uscirà il comunicato stampa». Subito dopo ha aggiunto: «Ho sempre pensato che un biopic dovesse precedere un grande documentario».

Il riferimento è anche al controverso documentario di nove ore realizzato da Ezra Edelman per Netflix e poi accantonato dopo le obiezioni dei responsabili dell’eredità. Il film, secondo quanto riportato dal New York Times Magazine, si basava su oltre 70 interviste e conteneva accuse di abusi nei confronti del musicista. McMillan sostiene che molte delle ricostruzioni circolate sui motivi per cui il progetto è stato fermato siano «inesatte o false» e rivendica la scelta di proteggere l’eredità di Prince da quelle che definisce «accuse prive di qualsiasi riscontro». Rolling Stone US ricorda però che Edelman ha sempre difeso l’accuratezza del proprio lavoro.

Una cosa, invece, McMillan non vuole fare: aprire semplicemente l’archivio e riversare tutto sul mercato. L’obiettivo è anche portare Prince alle generazioni che non lo hanno vissuto: «Non possiamo aspettarci che i giovani abbraccino Prince se sono le persone più anziane a imporglielo. Devono scoprirlo. Devono apprezzarlo. Devono farlo proprio e diventare ambasciatori della sua musica». Per questo sta coinvolgendo i giovani per capire come quel pubblico voglia «ascoltare, scoprire, conoscere, streammare, promuovere e far conoscere Prince». McMillan, però, non ha confermato l’ipotesi di remix o nuove produzioni del catalogo.

La filosofia rimane quella dell’artista, selezionare anziché pubblicare tutto: «Prince era estremamente selettivo ed esclusivo, nonostante la quantità di musica che creava. È proprio per questo che aveva un vault: perché non pubblicava semplicemente tutto quello che registrava». Dopo Timeless, quindi, non arriverà tutto insieme. Ma «Prince ha più musica da offrire».