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Più di 200 artisti contro l’accusa di plagio per il pezzo “Blurred Lines”

Negli scorsi giorni Pharrell ha presentato un ricorso contro la condanna per plagio nel processo contro gli eredi Marvin Gaye, sostenuto da Weezer, Linkin Park, Tool e molti altri

Si fa sempre più accesa la battaglia legale che vede opporsi gli eredi di Marvin Gaye al trio Thicke/T.I./Pharrel, autori della hit del 2013 Blurred Lines.

Com’è noto, a causa dell’evidente somiglianza con Got To Give It Up, nel 2015 una corte federale si espresse in favore degli eredi di Gaye, obbligando Thicke e Pharrel a cedere il 50% delle royalties di Blurred Lines oltre che un conguaglio per danni pari a 5,3 milioni di dollari.

Tuttavia, negli scorsi giorni Pharrel e soci sono ricorsi in appello per contestare il verdetto, poiché nella sentenza emessa dalla corte federale non si fa alcun riferimento a un vero e proprio plagio, ma si condanna Thicke per esser stato “fortemente influenzato” dalla canzone pubblicata da Gaye nel 1977.
E alla richiesta dei legali del terzetto a rivedere gli esiti del processo, si sono aggiunte le voci di più di 200 musicisti tra cui Rivers Cuomo dei Weezer, Patrick Stump dei Fall Out Boy, Danger Mouse, Tool e Linkin Park.

Pur non comparendo come parte in causa, la petizione mossa a favore di Blurred Lines avrà comunque un valore legale dato che i firmatari hanno voluto esprimere il proprio interesse – anzi tutto professionale – alle sorti del processo.

«In questo caso il verdetto – recita la petizione – rischia di punire tutti i songwriters per aver creato nuova musica ispirata a lavori precedenti; tutta la musica condivide ispirazioni da opere musicali precedenti, in particolar modo in un determinato genere musicale».
La petizione continua richiedendo leggi più chiare, in grado di regolamentare una volta per tutte il sottile confine fra ispirazione e plagio, in modo che casi come questo non si ripresentino ancora.