Pink ha risposto alle polemiche dopo aver condiviso un post che criticava il discorso di Macklemore | Rolling Stone Italia
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Pink ha risposto alle polemiche dopo aver condiviso un post che criticava il discorso di Macklemore

La cantante ha affrontato il polverone scoppiato dopo aver ripostato un appello al rapper affinché si scusasse per le sue dichiarazioni sulla Palestina dal palco del tour di Ed Sheeran

Pink ha risposto alle polemiche dopo aver condiviso un post che criticava il discorso di Macklemore

P!nk alla Radio City Music Hall di New York per i 79esimi Tony Award il 7 giugno 2026

Foto: Adela Loconte/Variety via Getty Images

Pink ha affrontato il contraccolpo ricevuto dopo aver condiviso su Instagram un post che criticava gli appelli di Macklemore a “liberare la Palestina” durante un’esibizione di apertura del tour nordamericano di Ed Sheeran.

La settimana scorsa Macklemore è salito sul palco del MetLife Stadium a East Rutherford, nel New Jersey. Il rapper si è rivolto alle migliaia di persone presenti. “Gran parte del motivo per cui volevo fare questo tour fin dall’inizio è proprio per potermi alzare in stadi come questo e dire due parole che mi stanno molto a cuore: Free Palestine”, ha detto Macklemore. “Voglio che queste parole risuonino forte e chiare, così che la gente fino a Gaza e nella Cisgiordania occupata sappia che non ci siamo dimenticati di loro”. Il suo discorso è stato accolto da applausi dalla folla, mentre altri, secondo alcune testimonianze, avrebbero abbandonato la sala durante l’esibizione.

Macklemore è stato subito bersaglio di richieste per farlo estromettere dal tour. In un post, ripostato da Pink su Instagram, l’account StopAntisemitism ha accusato Macklemore di aver “teso un’imboscata” al pubblico del concerto di Sheeran con “propaganda anti-israeliana”, sostenendo che l’artista avesse “accusato Israele di un falso ‘genocidio'”. Secondo Stereogum, il post chiedeva a Macklemore di scusarsi pubblicamente e che i possessori dei biglietti fossero rimborsati.

A sua volta, Pink ha ricevuto una valanga di critiche dopo quel repost. Venerdì 11 settembre la cantante ha risposto con una lunga spiegazione sui social media, spiegando perché si fosse sentita in dovere di condividere il post che chiedeva scuse a Macklemore e perché quanto accaduto la settimana scorsa l’avesse allarmata.

“Domenica scorsa ho ripostato il post di qualcun altro sull’esibizione di Macklemore al concerto di Ed Sheeran. Diceva cose con parole che non ho scritto io, e non le avrei usate tutte. Poi sono arrivati i commenti, e ho fatto quello che faccio quando sto male: postare meme sarcastici e fingere che vada tutto bene. Questa è una mia responsabilità”, ha scritto Pink. “Un repost non è una dichiarazione, e un meme non è una spina dorsale. I social ci rendono tutti superficiali e frettolosi, e lo sappiamo bene”.

Ha proseguito: “Sono nata ebrea. Non l’ho scelto, e non l’ho mai nascosto. E questa settimana un sacco di gente ha deciso cosa penso senza chiedermelo, senza verificare una sola cosa che abbia mai detto o fatto, perché a quanto pare un repost e la parola ‘ebrea’ bastavano a riempire il resto”. Pink ha detto di non aver mai parlato a nome “di Israele, né di alcun governo” e di credere ancora che “Hamas sia un’organizzazione terroristica. I palestinesi meritano un futuro che onori la loro umanità e le loro aspirazioni. Proteggere le vite innocenti viene prima di tutto, ovunque, e nessuno dovrebbe mai festeggiare la morte di un bambino. Il figlio di chiunque”.

La cantante ha ricordato il suo “decennio come ambasciatrice UNICEF per i bambini che non hanno scelto il Paese o la guerra in cui sono nati” e che non l’ha fatto “da dietro uno schermo; sono andata da quei bambini e li ho abbracciati”.

La sua dichiarazione, divisa in tre parti, è proseguita nella sezione commenti del post. Pink ha spiegato come i suoi sentimenti nei confronti di Macklemore siano cambiati nel corso della sua carriera: da quando eseguì Same Love ai Grammy del 2014, con 33 coppie che si sposarono in diretta, a quando, mesi dopo, si esibì con un costume ampiamente interpretato come una caricatura antisemita. (Macklemore in seguito si scusò con chi si era sentito offeso dal costume, che in molti definirono antisemita.)

“Ho lasciato correre, perché è quello che facciamo. Lasciamo correre”, ha scritto Pink. “Poi, il weekend scorso, si è messo davanti a uno stadio pieno di famiglie che amano la musica, con immagini violente di una guerra proiettate sugli schermi, ha dedicato una canzone al movimento che ha scelto, e poi ha preso il microfono per dire a tutti gli ebrei presenti nello stadio che non si trattava di loro. Non sei tu a poterlo decidere per noi”.

Pink ha continuato: “Questo è ciò che ha motivato il mio repost. Non ‘Free Palestine’, e nemmeno il diritto di chiunque di dirlo. Non ho mai chiesto che un altro artista venga messo a tacere, e non lo sto chiedendo adesso. Non ho bisogno che nessuno venga licenziato, e non ho bisogno di un rimborso. Quello di cui ho bisogno è poter dire, da madre ebrea, ‘questo mi ha spaventata, e ha spaventato persone che amo’, senza sentirmi dire che la nostra paura è solo propaganda, e senza sentirmi dire che in qualche modo sono favorevole a un genocidio solo perché l’ho fatto notare?”.

Pink si è rivolta direttamente a “quelli che sono furiosi con me” e ha detto: “non dovete essere d’accordo con me.” “A chi ha paura in questi giorni, che sia ebreo o musulmano o palestinese o israeliano o semplicemente stanco di tutto questo: vi vedo”, ha scritto. “E se qualcuno vuole davvero sapere cosa penso, basta chiedermelo. Sono qui. Non sono mai stata difficile da trovare. E continuerò a dire la mia, con le mie parole.”

Pink ha concluso il suo messaggio ricordando che ricorreva il venticinquesimo anniversario dell’11 settembre, e che “al tramonto, per gli ebrei, inizia Rosh Hashanah, il nostro Capodanno”, firmando infine con “Shana tova”.

Leggi la dichiarazione completa di Pink qui.

Nel bel mezzo della polemica, Macklemore ha ripostato il suo discorso del concerto della settimana precedente, in cui dice: “A tutti i miei fratelli e sorelle ebrei: criticare Israele, criticare l’apartheid, essere contro il genocidio non è in alcun modo una critica a voi. Il mio messaggio è per la pace; amore affinché ogni essere umano venga trattato con dignità, rispetto e uguaglianza… Quindi dico free Palestine, dico free Lebanon, dico free Cuba, dico free Congo, free Sudan, dico liberi tutti coloro che in America vivono nella paura di questa organizzazione terroristica, l’ICE. Nessuno di noi sarà libero finché non lo saremo tutti”.

Da Rolling US