Poco più di un mese fa Roger Waters si è esibito con la cantante di origine palestinese Mona Miari in un evento allo SVA Theatre di New York. I due hanno interpretato con l’accompagnamento di un pianoforte un pezzo chiamato Sumud, dall’andamento tipico del repertorio solista di Waters. L’occasione era la presentazione di Comfortably Numb Re-Imagined, rivistazione del classico dei Pink Floyd trasformato, recita un comunicato, «in un potente grido di battaglia per porre l’attenzione globale sul genocidio in corso a Gaza. La nuova interpretazione amplifica il messaggio originale del brano, che invita a rifiutare alienazione e apatia».
Ora è uscito anche il video diretto da David Barron e co-diretto da Miari, che è stato proiettato quella sera. Si vedono i due cantanti e un montaggio di immagini girate a Gaza. La base della canzone richiama quella che Waters ha pubblicato nel 2022, quindi senza l’assolo di chitarra. È interpretata in inglese e arabo, ci sono un flauto, percussioni, un coro di una decina di elementi. In uno spostamento di significato del testo, l’apatia della rockstar Pink cantata dell’originale diventa un appello all’umanità e un grido di aiuto.
Nel video, le parti cantate in arabo sono sottotitolate in inglese. La prima è: “Dopo tutto quello che è successo / senza più nessuno / le parole sono svanite, tutte / perché porsi domande, del resto? / Tutto ciò che è perduto / casa… oh amata casa / la notte cala silenziosa e si sgretola / oh amata casa… digli / il ramo d’ulivo / che si protende verso le stelle / una ferita aperta / che grida libertà”.
Alla parte cantata da Miari, Waters risponde reimmaginando il ritornello un tempo interpretato da David Gilmour: “Sento il tuo dolore da New York City, sento il tuo dolore dall’altra parte del mare che chiama me e te”. Miari risponde: “Quando ero giovane sognavo la libertà / la speranza arde feroce in ciò che sono / come radici che si fanno strada tra le macerie / plasmiamo il nostro destino / la nostra luce spezzerà l’oscurità / siamo la promessa di una nuova alba”.
Il verso chiave rovescia la dichiarazione di Pink dell’originale. Era “I have become comfortably numb”, è diventato “I will never become comfortably numb”, ovvero: non mi lascerò mai andare all’indifferenza.
Nel pezzo, che dura circa otto minuti, Waters canta della Nakba, “avevo solo 5 anni nel 1948, non sapevamo che cosa stava accadendo laggiù / mi spezza il cuore essermi unito alla causa così tardi”. La risposta in arabo di Miari: “Per favore, continua a scrivere, fai asciugare l’inchiostro / Fai loro sapere come l’assedio / ci ha tolto ogni soffio di vita / ci ha distrutto le case / alcuni vivono, ma tanti sono morti / La terra aspetta, abbiamo il diritto di tornare”.
“È giunto il momento di un nuovo inizio”, canta Waters, “è giunta l’ora di tracciare un nuovo limite”. Per il cantante è il momento di “tornare al 1948, prima che i coloni rubassero la terra” e chiedere “gli stessi diritti umani per tutti, dal fiume fino al mare”. Il canto finale: “La Palestina sarà libera… Falasteen”.
Alla fine del video si legge che la canzone è “written, composed & performed by Roger Waters & Mona Mari”. Eliminato quindi il credito di David Gilmour, quando invece la versione originale di Comfortably Numb era una delle quattro canzoni di The Wall scritte da Waters in collaborazione con altri, tre col chitarrista (le altre due sono Run Like Hell e Young Lust) e una col prodiuttore Bob Ezrin (The Trial).
Qui sotto Sumud presentata in aprile:















