Phil Collins ha messo da parte il rancore che nutriva da decenni nei confronti di Paul McCartney.
Durante un’intervista a Piers Morgan Uncensored, venerdì, il musicista ha raccontato un incontro (già narrato in precedenza) avuto con il Beatle nel 2002, durante il concerto per il Giubileo della Regina a Buckingham Palace. Durante le prove, il giorno prima dello spettacolo, Collins aveva portato con sé un oggetto speciale: «Avevo una prima edizione del libro di Hunter Davies [sui Beatles], una prima edizione molto rara. Me l’aveva regalata Jill, la mamma di Lily». Ha aggiunto: «E l’ho portata alle prove perché Paul potesse autografarla».
Seduto a lato del palco, Collins ha raccontato di aver chiesto a McCartney di autografare il libro e che lui aveva acconsentito. Tuttavia, proprio in quel momento, McCartney avrebbe commentato rivolgendosi alla sua allora moglie Heather Mills: «È proprio un grande fan dei Beatles il nostro piccolo Phil, eh?».
Collins ha detto: «Ho pensato: “Sei uno stronzo”. Non ho potuto farne a meno. È quello che ho pensato. Probabilmente gli ho dato più importanza di quanta ne volesse. Ma quando stavo scrivendo il libro volevo esprimere come mi sentivo riguardo a certe cose».
Nel 2016, durante la promozione della sua autobiografia, Collins raccontò la storia al Sunday Times. Dopo che McCartney gli inviò un’email per chiarire la situazione, il musicista dei Genesis non rispose.
Facciamo un salto avanti nel tempo, all’inizio di quest’anno (e dopo qualche articolo sui tabloid), quando McCartney ha chiamato Collins dopo aver saputo che il musicista stava chiedendo ad alcuni colleghi se avessero cimeli da donare all’asta di beneficenza del King’s Trust che stava organizzando.
Durante la telefonata, McCartney ha tirato fuori la loro vecchia storia e Collins ha raccontato di avergli detto: «Vorrei non averlo mai detto, Paul». E così, la disputa durata oltre vent’anni si è finalmente appianata. «Ci siamo riappacificati», ha concluso Collins. «Mi sono scusato… Ovviamente la cosa lo infastidiva perché gli piace essere apprezzato, come a tutti noi, sapete, e forse a lui più che ad altri. Ma a tutti piace essere apprezzati. E lo capisco».
La pace, però, potrebbe essere durata poco. Durante un incontro a Londra con Steven Wilson per celebrare i 45 anni di Face Value, Collins ha infatti fatto una battuta maliziosa, suggerendo che McCartney potrebbe essere responsabile della sua “sparizione” da The Beatles Anthology.
Collins ha raccontato che nella versione originale del documentario, trasmessa nel 1995, George Harrison citava la sua cover di Tomorrow Never Knows, pubblicata proprio su Face Value. Rivedendo la nuova versione di The Beatles Anthology, recentemente riproposta su Disney+, il musicista si è però accorto che quel riferimento è stato eliminato. E, a questo punto, potremmo avere qualche sospetto su chi potrebbe esserci dietro. Fino alla prossima puntata.
Intanto, negli ultimi mesi Collins ha parlato pubblicamente anche dei suoi problemi di salute. Ad agosto, in un’intervista al Sunday Times, ha rivelato di essere quasi morto nel 2024 a causa della sua dipendenza dall’alcol. Il cantante ha raccontato di essere stato ricoverato per la prima volta in un ospedale svizzero per problemi legati all’abuso di alcol nel novembre del 2023. Sebbene fosse stato inizialmente dimesso prima di Natale, fu riammesso poche settimane dopo e trasferito in terapia intensiva, dove rimase privo di sensi.
L’artista ha trascorso sette mesi in ospedale per riprendersi. «Sono stato molto fortunato ad esserne uscito vivo», ha dichiarato Collins al Sunday Times. «Inutile dire che da allora non ho più toccato un goccio d’alcol».















