«Il brano è nato da una sequenza di accordi che mi piaceva e che risultava piuttosto pop e giocosa, così ho continuato a lavorarci finché non ho ottenuto qualcosa. Tra tutte le canzoni che ho scritto per i/o e o\i, questa è probabilmente la più pop per me». Peter Gabriel presenta così Till Your Mind Is Shining, il nuovo singolo tratto da o\i, l’album che uscirà nel corso del 2026 e che sta pubblicando una canzone alla volta. Quello uscito oggi è il Dark-Side Mix curato da Tchad Blake, mentre il Bright-Side Mix di Mark “Spike” Stent sarà pubblicato più avanti nel corso di aprile.
«In un certo senso mi riporta ai tempi della scuola, perché prima che esistessero i Genesis stavamo cercando di essere più autori che musicisti, canzoni pop o soul/R&B. Penso che questo brano mi riconnetta a quelle radici e a ciò su cui lavoravo allora, cercando di migliorarmi».
«Alcuni elementi risalgono a qualche anno fa; in realtà quasi tutto ciò su cui lavoro impiega tempo per maturare. Lascio le canzoni per un po’, poi torno su di esse e, se mi sembrano ancora vive, sento il desiderio di completarle. Mi è piaciuto molto cantarla, soprattutto la parte finale, e penso che anche la band si sia divertita a suonarla. Si possono sentire delle performance meravigliose da parte di tutti. È stato davvero divertente crearla».
«Sono sempre stato affascinato dalle esplorazioni della coscienza e dai tentativi di capire da dove abbia origine, insieme alle recenti ricerche sulla sensibilità animale e vegetale. In un certo senso parla dell’aprire la mente ed entrarci dentro per comprendere un po’ meglio noi stessi e il mondo in cui viviamo, con la speranza di reagire in modo più responsabile e compassionevole».
Anche Till Your Mind Is Shining è accompagnata da un’opera d’arte. Si tratta di Warp Time with Warp Self, No. 2 di Tatsuo Miyajima. «Sono stato a Hiroshima qualche anno fa e ho parlato con alcuni sopravvissuti alla bomba, donne straordinarie che hanno dedicato la loro vita a mantenere viva la memoria della terribile realtà e dell’orrore totale di un’arma nucleare. Volevo un’immagine che fosse al tempo stesso fredda, strutturata e informativa, ma anche morbida e introspettiva. Tatsuo chiama quest’opera Warp Time with Warp Self, No. 2, e mi piace perché appare futuristica, con numeri e dati, ma allo stesso tempo c’è questo “sé deformato” sullo sfondo».
«C’è un’interazione tra l’essere umano e il mondo meccanico dell’AI che stiamo creando – o almeno è quello che comunica a me. Mi piace, soprattutto nel contesto di dove potrebbe portarci la “mente luminosa” e di ciò a cui si oppone, rispetto a ciò che stiamo creando nel mondo esterno. Da un lato ci sono tempo, spazio, dati e analisi; dall’altro c’è questo viaggio interiore, che penso sia legato al pensiero buddhista, e che sembra appartenere perfettamente a questo contesto. È questa unione tra i due aspetti che mi ha entusiasmato».














