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Peter Frampton stava per sostituire Pete Townshend negli Who

Lo racconta il chitarrista di ‘Show Me the Way’ nell’autobiografia ‘Do You Feel Like I Do?’. «Pete mi ha chiamato, voleva continuare a scrivere per la band e che lo sostituissi nei concerti»

Peter Frampton in uno scatto di Jim Marshall

Peter Frampton in uno scatto di Jim Marshall

Peter Frampton stava per sostituire Pete Townshend negli Who. Il chitarrista di Show Me the Way lo racconta nell’autobiografia Do You Feel Like I Do? A Memoir scritta con Alan Light e in uscita in lingua inglese il 20 ottobre.

«La mia carriera era finita nel cesso», scrive Frampton in un estratto pubblicato da Rolling Stone in America. «Non riuscivo a pagare il mutuo, le cose si mettevano male. Poi un giorno ho ricevuto una chiamata da Pete Townshend». Siamo all’inizio degli anni ’80 e il successo di Frampton Comes Alive! è  un ricordo. Come se non bastasse, il chitarrista lotta con la dipendenza da droga e alcol. «Ho deciso di non andare più in tour con gli Who», gli dice Townshend nel corso di quella telefonata. «Voglio continuare a scrivere, ma voglio che tu prenda il mio posto» dal vivo.

È una proposta a dir poco sorprendente. I due si conoscono, ma non sono cari amici. E hanno stili molto diversi. «Aspetta un attimo, Pete», dice Frampton. «Ne hai parlato con Roger e gli altri?». E Townshend: «Non ancora, lo farà domani». Gli altri Who non sanno che il chitarrista, autore e leader della band non vuole più andare in tour con loro. Prima di prendere una decisione, Frampton chiede saggiamente all’amico di parlarne con Daltrey e gli altri e di richiamarlo.

Alla fine della conversazione, Frampton soppesa i pro e i contro. Non vuole mettersi contro un esercito di fan degli Who, ma è lusingato dal fatto che Townshend abbia pensato a lui. Frampton attende invano la nuova telefonata. Passano una, due, tre settimane. A quel punto lo richiama lui. «Mi spiace», si giustifica il chitarrista degli Who, «non avrei mai dovuto fare quella chiamata».

I due si incontrano pochi mesi dopo nel backstage di un concerto di Springsteen al Madison Square Garden. «Pete parla con Bruce. Vado da loro e aspetto lì, col sorriso sulle labbra. Pete mi guarda, mi abbraccia forte e mi bacia sulla testa. Non c’era altro da dire. Quella storia era finita, l’abbiamo lasciata alle spalle. Adoro Pete. Non so che cosa gli stesse accadendo all’epoca. Non so nemmeno se ricorda quella chiamata».

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