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Persino Trump prende le distanze da Kanye West

Dopo le sparate sugli ebrei, l’ex presidente pensa che il rapper dovrebbe richiedere un aiuto professionale. E intanto la famiglia di George Floyd sta considerando la possibilità di far causa a Ye

Donald Trump e Kanye West nel 2016

Foto: Drew Angerer/Getty Images

Kanye West è andato oltre persino per Donald Trump, che pure lo considera un amico di lunga data.

Dopo che negli ultimi giorni il rapper se l’è presa con gli ebrei in alcuni post controversi, l’ex presidente americano avrebbe confidato a varie persone che West sta andando fuori di matto e che ha bisogno di un aiuto professionale – lo hanno confermato due fonti a Rolling Stone US.

Trump avrebbe però aggiunto, sempre in privato, che non intende esprimersi pubblicamente su West, una presa di posizione inusuale per l’ex presidente che non si è mai tirato indietro quando si tratta di commentare i gossip del momento.

L’eco dei commenti di Trump giunge poche ore dopo la presa di posizione dell’ex presidente sulla sua piattaforma Truth Social: «Nessun presidente ha fatto per Israele più del sottoscritto. Questa cosa è sorprendentemente apprezzata dai nostri meravigliosi evangelici più che dalle persone di fede ebraica, specialmente negli Stati Uniti».

Com’è noto, per anni West e Trump si sono corteggiati a vicenda, col primo che tra le altre cose è apparso in pubblico con in testa il cappellino con lo slogan “Make America Great Again”. Nemmeno Trump ha potuto però difendere le uscite antisemite del rapper che tra le altre cose ha detto che gli ebrei cercano di far fuori chiunque si opponga ai loro piani e che ha intenzione di «alzare a livello 3 l’attacco agli ebrei» (il tweet originale dice: “death con 3 On JEWISH PEOPLE”, con “death” al posto di “def”).

Queste uscite hanno portato Instagram a cancellare alcuni post di Ye perché contrari alle regole della piattaforma. West, che ha allora ripreso a postare su Twitter per essere sanzionato anche lì, ha replicato che anche lui è ebreo, essendo ebree tutte le persone di colore.

Se Trump non si espone pubblicamente, l’hanno fatto la Black Jewish Entertainment Alliance, secondo la quale i suoi post mettono in pericolo le relazioni tra neri ed ebrei, e alcuni artisti come Sarah Silverman, John Legend, Jamie Lee Curtis, Jack Antonoff.

Com’è noto, West è al centro di controversie anche per le prese di posizione su Black Lives Matter. Dopo essersi presentato alle sfilate parigine con una maglia con la scritta “White Lives Matter”, nei giorni scorsi il rapper ha detto che George Floyd è morto a causa del Fentanyl (un analgesico oppioide) e non perché soffocato dall’agente di polizia Derek Chauvin, che è stato condannato a 22 anni e mezzo di carcere per omicidio.

Per questo motivo, la famiglia di Floyd sta considerando la possibilità di fare causa a West. Lo ha scritto Lee Merritt, uno degli avvocati che la rappresenta.

Di recente si è parlato di West anche per il video che il rapper ha diffuso in cui mostra una scena porno ad alcuni dirigenti della Adidas durante una riunione di lavoro.

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