Per Roger Daltrey “Il rock è morto”

Nel 2014 il cantante aveva detto: "Non esiste più nessun movimento: noi avevamo i mods, poi il punk, ora è impossibile dar vita a un movimento. Tranne che per l'Isis"
The Who al Desert festival, foto via Facebook

The Who al Desert festival, foto via Facebook


Durante una recente intervista rilasciata alla testata britannica The Times, Il frontman degli Who Roger Daltrey ha confessato la sua preoccupazione per lo stato attuale della scena musicale.

Daltrey, 72 anni, ha parlato durante il recente Desert Trip festival, dove i suoi Who hanno suonato assieme alle altre leggende del rock & roll Rolling Stones, Bob Dylan, Paul McCartney, Neil Young e il leader dei Pink Floyd Roger Waters.

Chiestogli cosa pensasse della scena rock contemporanea, Daltrey ha risposto: «Lo sconforto per me è vedere che il rock ha toccato un punto morto…le uniche persone che dicono qualcosa che conta sono i rapper – ha detto la rock star, per poi aggiungere – anche la maggior parte del pop è senza senso e facilmente dimenticabile: guardi queste pop star moderne e non ti rimane assolutamente nulla»

Ain't this a smile

Pubblicato da Desert Trip Indio su Domenica 16 ottobre 2016

Il cantante torna così sulle sue dichiarazioni del 2014 rilasciate al Mail on Sunday, quando si lamentò della nuova generazione di artisti, definendoli “senza angoscia e senza scopo”.

«Questo è lo stato del mondo in cui viviamo, abbiamo gli One Direction – aveva detto Daltrey – dove sono gli artisti capaci di scrivere guidati da un senso d’angoscia o da uno scopo? Non esiste più nessun movimento: noi avevamo i mods, poi il punk, ora è impossibile dar vita a un movimento. Tranne che per l’Isis».