Rolling Stone Italia

Per Ed Sheeran, la causa di plagio relativa a ‘Thinking Out Loud’ è un tradimento del patto non scritto fra autori

«Gli autori non si fanno causa l’un l’altro perché sanno che gli accordi base e le note sono quelle». Ecco cos’è accaduto quando Sheeran s’è accorto di avere scritto un pezzo simile a uno dei Coldplay

Foto press

C’è un aspetto particolarmente frustrante per Ed Sheeran nella causa sul presunto plagio della sua Thinking Out Loud ai danni del classico di Marvin Gaye Let’s Get It On, vale a dire il fatto che si metta in dubbio la sua integrità artistica di musicista e autore. In un’intervista concessa a Zane Lowe di Apple Music, Sheeran definisce il processo, di cui si attende l’esito, un tradimento del patto non scritto tra autori di canzoni. «Di solito, gli autori non fanno causa ad altri autori perché sanno che gli accordi base sono quattro e le note otto».

Sheeran sostiene di non avere copiato alcunché dalla hit di Marvin Gaye, che anzi – come ha detto in aula – non aveva nemmeno per la testa quando ha creato Thinking Out Loud. Viviamo però in un mondo segnato dalla sentenza su Blurred Lines in cui gli autori cedono preventivamente dei crediti in modo da evitare potenziali cause. Lo ha fatto lo stesso Sheeran quando ha scritto Parallel Line per Keith Urban «che aveva una lieve somiglianza con un pezzo dei Coldplay. Ho scritto una e-mail a Chris Martin: “Somiglia al tuo pezzo, ti cedo una parte così la risolviamo?”. E lui: “Ma no, non essere ridicolo. So come si scrivono le canzoni, so che non l’hai fatto di proposito”».

La causa che lo divide dagli eredi di Ed Townsend, il co-autore di Let’s Get It On, è per Sheeran una violazione di questo tipo di solidarietà fra autori. Cause come queste rappresentano un precedente pericoloso perché non hanno a che fare con la somiglianza fra linee melodiche o/o frammenti di testo, ma fra sequenze di accordi, parti ritmiche e atmosfere tipiche di uno stile o di un mondo musicale.

In tribunale, il cantautore ha chiamato «criminale» la testimonianza del musicologo della parte avversa e ha spiegato, chitarra alla mano, che la somiglianza fra le due canzoni è accidentale e troppo generica per costituire plagio. Quando l’avvocato gli ha chiesto che cosa farebbe se dovesse perdere la causa, Sheeran ha risposto: «Mollerei, mi fermerei. Sarebbe offensivo lavorare una vita e vedere sminuita così la mia attività di cantautore».

Iscriviti