Paul McCartney racconta come la sua famiglia lo ha tenuto con i piedi per terra durante la Beatlemania | Rolling Stone Italia
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Paul McCartney racconta come la sua famiglia lo ha tenuto con i piedi per terra durante la Beatlemania

Per la presentazione del suo nuovo album 'The Boys of Dungeon Lane' da Zane Lowe, il musicista ha ricordato un momento cruciale dell'ascesa dei Beatles e il modo in cui imparò a convivere con la fama

Paul McCartney racconta come la sua famiglia lo ha tenuto con i piedi per terra durante la Beatlemania

Sir Paul McCartney alla O2 Arena di Londra durante il 'Got Back' world tour del 2024

Foto: Jim Dyson/Getty Images

C’è stato un momento, durante l’ascesa dei Beatles, in cui Paul McCartney pensò di aver trovato l’unico posto al mondo dove poter passeggiare senza essere riconosciuto.

Intervistato da Zane Lowe per parlare del suo nuovo album, profondamente intriso di nostalgia, The Boys of Dungeon Lane, il musicista ottantatreenne ha condiviso alcuni ricordi dei primi anni della Beatlemania insieme a John Lennon, George Harrison e Ringo Starr. Ripensando a quel «periodo molto intenso» degli anni Sessanta, quando la band conquistò le classifiche di tutto il mondo, Lowe gli ha chiesto come fosse riuscito a «rimanere una persona normale» e a godersi la vita sotto i riflettori.

«Ricordo che, agli inizi dei Beatles, venivamo riconosciuti un po’ ovunque, ma Ringo e io andammo in vacanza in Grecia con le nostre fidanzate e nessuno sapeva chi fossimo», ha raccontato McCartney. All’epoca pensò: «Che meraviglia. Dovremmo tornare qui più spesso. Anche quando diventeremo davvero famosi, potremo sempre venire in Grecia e nessuno ci riconoscerà». Poi ha aggiunto: «Ovviamente non andò così».

Poco dopo, la loro musica — e i loro volti — arrivarono anche in Grecia, e poi ovunque nel mondo. «Mi resi conto: “Se sarò fortunato, sarò famoso per tutta la vita”. E pensai: “Okay, è il momento di prendere una grande decisione”». McCartney ha spiegato di essersi trovato davanti a un bivio: «Potevo fermarti e pensare che era stato bellissimo. Mi ero divertito moltissimo con la musica, e potevo fare qualcos’altro, qualcosa di più anonimo. Oppure potevo andare avanti».

Per gestire una celebrità diventata ormai inevitabile, il musicista racconta di aver sviluppato una sorta di «strategia». McCartney attribuisce gran parte di quell’equilibrio alla sua famiglia di Liverpool e ai valori che gli aveva trasmesso durante l’infanzia. «Sono il tipo di persone che mettono gli altri a proprio agio», ha detto, spiegando di aver imparato a fare lo stesso semplicemente crescendo accanto a loro.

Da Rolling Stone US