Paola Iezzi: «Per anni le radio ci hanno rifiutate, la reunion con Chiara è solo grazie a voi» | Rolling Stone Italia
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Paola Iezzi: «Per anni le radio ci hanno rifiutate, la reunion con Chiara è solo grazie a voi»

«Uno tiene duro ma poi molla, non si può sempre sputare sangue». Le confessioni (in diretta Instagram) di Paola: le difficoltà (risolte) con la sorella, l’affetto social, il possibile ritorno. E un sogno suggerito dai meme: «Magari ci candidiamo con la sinistra, ha bisogno di un varco di luce»

Paola e Chiara sul palco del concerto di Max Pezzali a Bibione

Foto: Marco Piraccini da Instagram @paolaiezzi

«Chi lo sa, vediamo…». Così Paola Iezzi commenta in una diretta Instagram la reunion di Paola e Chiara data da tutti per sicura. Sono bastati un dj set a Milano e la comparsata alla data zero del tour di Max Pezzali a Bibione per far parlare di un nuovo disco insieme, destinazione Sanremo 2023.

«Intanto ci viviamo questa esperienza meravigliosa con Max, quale artista migliore col quale ricominciare? È l’artista che per la prima volta ci ha offerto il suo palco grandissimo quando eravamo solo delle ragazzine, è come se si chiudesse un cerchio, e forse insieme si riapre una strada nuova… restiamo aperte a tutte le possibilità. Vedremo, vedremo…».

Paola commenta anche l’ondata di meme arrivata dai social: «Tutto questo momento non è solo divertente, anche se il divertimento c’è. Non so dirvi quanto mi fanno ridere i vostri meme. Uno di quelli che mi hanno fatto ridere di più è stato “La sinistra riparta da Paola e Chiara”: io ero per terra. Quasi quasi, invece che fare un disco nuovo, convincerà Chiara a candidarci peer la sinistra, così magari li aiutiamo a trovare un varco di luce».

Oltre alle battute, anche tante confessioni sul rapporto con la sorella, stimolate dalle domande dei follower: «L’affetto personale tra noi non è mai mancato, abbiamo avuto le nostre difficoltà come tutti quando si separano, le separazioni non sono mai facili. Ma l’affetto non è mai stato in discussione. È stato lo stress per il lavoro, per non essere capite, per essere rifiutate da tutte le radio sempre. Abbiamo fatto dieci anni da indipendenti che sono stati abbastanza hardcore, ogni singolo che portavamo in radio ci veniva letteralmente tirato in testa. Una volta portavamo un lento e non andava bene perché era lento, una volta uno veloce perché era veloce, e ci dicevano “Non è quello che vogliamo in questo momento, dovete essere più così, anzi no più colà”. Uno tiene duro ma poi molla, nel pop o c’è un minimo di riscontro da parte delle radio che ti devono supportare o muori».

E ancora: «E poi non c’erano i social, o almeno non erano ancora così potenti. Abbiamo fatto una fatica della madonna per dieci anni cercando di tenere duro e producendoci sempre da indipendenti, sobbarcandoci tutti i costi delle produzioni, dei video, chiedendo favori agli amici… per anni abbiamo fatto una vita così, e io anche da sola quando ho fatto i miei singoli. Però è stata dura, uno può anche essere di ferro ma a un certo punto crolla. E anche il nostro percorso a un certo punto ha vacillato, ed è stato giusto così: uno non può tutta la vita sputare sangue».

Quindi, la decisione di chiudere il progetto: «Abbiamo deciso di chiudere perché c’era talmente tanta tensione, talmente tanto nervosismo, che non ce la facevamo semplicemente più a tenere botta. Anche tra di noi c’era troppa tensione, difficoltà, non viaggiavamo più allo stesso ritmo… non si può avere sempre lo stesso entusiasmo entrambe, a un certo punto uno non è che smette di crederci, ma non ce la fa più».

Adesso, l’affetto social: «Tutto questo amore che sento è frutto di quelle fatiche che ci avete visto sempre fare», prosegue Paola nella diretta. «Abbiamo tirato fuori bei dischi come Win the Game, che era avanguardistico, tutto in inglese, difficile da capire ma prodotto strabene, con dei remix fatti da deejay pazzeschi, e fatto tutto con le nostre forze, abbiamo girato un video in Islanda che ci è costato l’ira di dio… e dentro c’era Cambiare pagina, che era un pezzo pop della madonna – lo posso dire? Da fan del pop, non di Paola e Chiara – e Milleluci, Pioggia d’estate… ecco, tiri fuori un disco così e poi vedi che per tutte le radio è sempre no, e allora a un certo punto molli, andate avanti voi e fate la musica che volete, suonate quello che ve pare. Non riesci più mentalmente a resistere, a tenere sempre il coltello in mezzo ai denti».

«A un certo punto ci vuole un po’ di ossigeno», conclude Iezzi. «Ecco: quell’ossigeno è arrivato adesso. E non dalle radio o dai media: dalla gente. Poi son stati tutti carini, i giornali e le radio si sono accodati, ma appunto si sono accodati, perché siete voi che siete partiti anche grazie ai social. Se ci sarà un ritorno – e dobbiamo capire se questa non è solo un’ondata – sarà solo perché la gente l’ha voluto, perché ci avete inondato con questo amore che non si è mai spento».

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