Omar Souleyman è l’uomo giusto per la tua festa

E se avete ancora dei dubbi, ci vediamo il 28 luglio all'Ortigia Sound System di Siracusa.

Se ci fosse qualcuno che ancora non conosce Omar Souleyman, allora è il caso di rimediare una volta per tutte. Non è per il look potentissimo—tunica nera, occhialoni scuri anche di notte, baffo foltissimo e copricapo tipico—che Björk, Diplo, Modeselektor si sono infatuati di lui. Semmai è per il semplice fatto che ti svolta la festa, ti strega la platea con tastieristi tarantolati e uno stile di canto ubriacante, ovviamente nell’unica lingua che il musicista siriano conosce: l’arabo.

Approfittando della data imminente del 28 luglio all’Ortigia Sound System Festival, ho mandato a Omar qualche domanda per mail, che qualche anima pia gli ha tradotto in arabo. Insomma, noi ce la stiamo mettendo tutta per diffondere il verbo di Souleyman. Ora non resta che vederci lì a Ortigia.

Per molti anni hai suonato ai matrimoni. Qual è la differenza fra il pubblico di un matrimonio e quello di un concerto?
Beh, c’è qualche differenza ma la musica posso assicurarti che è la stessa per entrambi. Il pubblico, come lo chiami tu, in un matrimonio consiste praticamente nell’intero villaggio o cittadina. Sono tutte persone invitate alla festa, e quasi tutte di solito si mettono a ballare continuando per ore ininterrottamente. Nei concerti, il tempo a disposizione si riduce di tantissimo, magari a una sola ora. E ognuno balla solo se gli va, quando gli va.

Quindi suoni ancora ai matrimoni?
Certo che sì, appena capita l’occasione. Torno a suonare molto volentieri per la mia gente, sempre se ho del tempo a disposizione. Non ho mai smesso di suonare ai matrimoni e alle feste della mia gente.

Perché secondo te artisti così illustri adorano i tuoi dischi?
Penso che ognuno di loro abbia le proprie buone ragioni. In ogni caso apprezzo tantissimo il loro rispetto e la loro affinità.

È vero che una volta ti hanno negato l’ingresso in Svezia?
Sì, è successo qualcosa del genere nel 2013. Comunque il mio team è riuscito a risolvere il problema, facendomi ritardare solo di una settimana la data in Svezia. Succede sempre o a me o alla mia band. Succede così spesso che ormai non ci facciamo nemmeno più caso, così spesso che non abbiamo né voglia né tempo di rendere pubblico ognuno di questi episodi.

Che tastiera preferite per i live?
Non ce n’è una precisa. I miei tastieristi utilizzano diversi modelli che si adattano più alle esigenze di ognuno. In generale però sono quasi sempre tastiere della Korg.

Migliore data in Italia finora?
Difficile da dire, avendone fatte molte ed essendo gli italiani un pubblico incredibile. Te ne dirò due recenti, una a Torino all’inaugurazione delle Officine Grandi Riparazioni. E l’altra direi a Parma, in mezzo al grande labirinto della Masone.

Nuovi album?
Mi piacerebbe, ma per ora esiste solo il tour. Non ci stiamo fermando un attimo, quindi ora è fuori discussione. Spero di tornare da te presto con delle buone notizie.