Omar Pedrini torna con Canzoni sul saper vivere ad uso delle nuove generazioni, uno spettacolo di teatro-canzone ispirato al Trattato sul saper vivere ad uso delle giovani generazioni di Raoul Vaneigem. Il progetto affonda le radici nel pensiero situazionista: rifiuto della passività, centralità dell’esperienza vissuta, critica alla ripetizione e all’impoverimento della quotidianità.
Dopo aver salutato un’ultima volta i tour rock, stavolta costruirà un percorso per macro-temi che ruotano attorno al concetto di saper vivere: la città e i suoi conflitti, il femminile, la spiritualità, il rapporto tra individuo e società. Ogni replica, come annunciato, sarà diversa dalla precedente con la scaletta liquida, pronta a cambiare in base all’attualità e alle breaking news, lasciando spazio all’improvvisazione e all’unicità dell’esperienza. Sul palco, accanto a lui, una line-up essenziale: Beppe Facchetti alla batteria, Marco Montanari alle chitarre e Pietromaria Tisi al basso.
Per l’occasione, Pedrini ha scritto una lettera aperta al pubblico e agli addetti ai lavori.
«Mai come in questo momento la società vive con un senso di ansia diffuso, per cause diverse e a diversi livelli: politici, ambientali, sociali e culturali. Il “vecchio mondo” sta crollando sotto i continui colpi di quello digitale. Ma anche il futuro del mondo è messo in discussione. La distribuzione della ricchezza è molto sbilanciata “in alto”. I valori del Novecento e, in misura più ampia, della cultura occidentale sono in crisi, lasciando l’umanità col fiato sospeso. Guerre e rivendicazioni ammantano il pianeta blu».
«Da queste basi parte la mia riflessione per dare voce a dei valori che vivono in me, non per cambiare il mondo ma per riflettere insieme al pubblico su cosa ci stia accadendo. Risposte pronte non ne avevo, ma mi sono reso conto che il mio impegno artistico, attraverso le composizioni musicali e letterarie, le mie riflessioni, in qualche modo tracciano una linea coerente che può proporre una direzione, e senza la presunzione di dare delle risposte, ma accendendo delle piccole fiamme, degli stimoli nello spettatore per condividere alcune emozioni, con la volontà di cambiare in meglio le nostre vite, in attesa di cambiamenti. Mi aiuteranno anche alcune composizioni altrui, da Piero Ciampi a Neil Young, che ritenevo congrue allo spettacolo, accanto alle mie. Da studente in Scienze Politiche in Statale a Milano incontrai il movimento situazionista e, oggi, penso che possa venirmi in aiuto, almeno nei concetti e nell’approccio. La stessa corrente culturale che affascinò il movimento studentesco nel ’68 e quello punk dieci anni più tardi si faceva strada in me».
«La critica della società dello spettacolo di allora penso debba essere uno stimolo anche oggi per chi non vuole adagiarsi “solo” sul comodo mondo di algoritmi e piattaforme e rinuncia a ricerche o “slanci” artistici più elevati. Con l’aiuto, appunto, di scritti, poesie e canzoni, cercare un filo che ci unisca in un breve viaggio nella speranza di capire qualcosa in più di questa “situazione” di disorientamento e cercare qualche certezza tra di noi. O almeno proviamoci».
«Mi sento a metà strada tra la “leggerezza” delle canzoni e la “serietà” del teatro. Un’esigenza nata così, tra l’Omar professore rock e le sue lezioni di 15 anni in Università Cattolica di Milano, “hic et nunc”, e il guerriero del rock italiano. Il tutto proposto da un anarchico pacifista ampiamente cinquantenne, ma nel mio cuore dedicato ai miei, nostri figli così disorientati. E condito con la mia consolidata spavalda cialtroneria. Vi aspetto copiosi per un’altra serata di teatro canzone. Omar».
L’anteprima dello spettacolo è prevista il 25 gennaio a Trento, Living Memory, a cui seguirà un calendario in aggiornamento.
10 aprile Teatro CTM, Rezzato (BS)
11 aprile Auditorium Vivaldi, Cassola (VI)
15 aprile Teatro Sanzio, Urbino (PU)
16 aprile Teatro De Andrè, Casalgrande (RE)
18 aprile Teatro Civico, Dalmine (BG)
24 aprile Teatro Martinitt, Milano
