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L’omaggio dei Red Hot Chili Peppers a Bowie durante il concerto per Sanders

La band ha eseguito "Cracked Actor" durante il concerto #FeelTheBern

Sulla batteria di Chad Smith un omaggio a Bowie. Foto: Scott Dudelson/WireImage

Sulla batteria di Chad Smith un omaggio a Bowie. Foto: Scott Dudelson/WireImage

I Red Hot Chili Peppers sono saliti sul palco per la loro prima performance del 2016 venerdì sera all’Ace Hotel di Los Angeles, durante il concerto benefico #FeelTheBern per Bernie Sanders, che ha ottenuto l’appoggio della band. Durante il set, che ha toccato diversi momenti della loro carriera, la band ha anche ricordato David Bowie con una loro versione di Cracked Actor, tratta da Aladdin Sane:

Non è la prima volta che i Peppers ricordano Bowie: poco dopo la sua morte, il 10 gennaio, Flea si era tatuato la scritta “Bowie”. In occasione del concerto benefico, Smith ha anche decorato la sua batteria con un’immagine di Sanders unita al Bowie di Aladdin Sane.

Le 12 canzoni dei Peppers sono partite da Police Helicopter dal loro album eponimo del 1984, fino a Factory Fear, tratto dal loro LP del 2011, I’m With You.

Nelle settimane precedenti alla raccolta fondi di Sanders, sia Flea che Chad Smith avevano appoggiato il senatore del Vermont. «Sono per Bernie Sanders, decisamente», ha scritto Flea a Rolling Stone. «Credo in lui, credo in quello che dice. Cerco di avere a che fare con persone che che capiscono che siamo tutti collegati in qualche modo e con chi capisce che dobbiamo prenderci cura l’uno dell’altro. E Bernie è proprio così».

Il costo per l’affitto della location della serata è stata di circa 30mila dollari, un prezzo che i Peppers si sono offerti in prima persona di pagare. Ma l’organizzazione di Sanders ha rifiutato il loro aiuto. «Abbiamo detto, “Oh, paghiamo noi l’affitto”. E non hanno accettato», commenta Flea. «Hanno detto, “Non possiamo accettarlo, voi siete un gruppo, fate parte di questo movimento. Non posso accettare quei soldi”. Può accettare i biglietti, perché sono tutte piccole donazioni, ma i trenta sacchi? “No, non posso accettare una cifra del genere”».

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