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Nuove B.B. si fanno strada

Stesse origini e stesse iniziali di “quella” B.B. e, anche se Bonnie Banane non è il suo vero nome, è già diventata una reginetta dell’R&B

Bonnie Banane non è il suo vero nome. Foto: Piotr

Bonnie Banane non è il suo vero nome. Foto: Piotr

Bonnie Banane non è il suo vero nome. Foto: Piotr Niepsuj

«Come ho iniziato a fare musica non è una grande storia», mi racconta un po’ apatica Bonnie Banane, seduta di fianco a me sul muretto di fronte al Santeria Social Club di viale Toscana. «Ero da sola nella mia stanza e ho semplicemente iniziato». Piotr l’ha appena fotografata sopra un booster e quello è sembrato il momento più divertente della sua giornata, almeno fino a quando non si è esibita sul palco qualche minuto più tardi. A sentirla parlare — 28 anni, spiccato accento francese, siga perennemente incastrata fra l’indice e il medio — sembra quasi che si sottovaluti un po’ o, perlomeno, non si apprezzi del tutto. Non come dovrebbe. Eppure il suo R&B cantato in due lingue (in qualche caso anche nella stessa canzone) ha un non so che di esotico e la dimensione cazzara di testi e video completa il quadro. Del suo nome vero non vuole parlare, ma «lo pseudonimo è nato per scherzo, perché mi diverto sempre con i giochi di parole. Il mio primo EP si chiama Greatest Hits, ma la mia scelta iniziale era Greatest Tits». Ecco, aggiungiamoci pure del cinismo con una buona dose di humour tagliente et voilà, guarda tu se mi devo innamorare di domenica seduto a 5 metri dalla fermata della 90 e a 10 dalla mensa dei senzatetto.

Nessuna pagina Wikipedia, due video in croce e una manciata di altre informazioni: viene da pensare che sia una strategia per aumentare l’aura di mistero attorno al personaggio, una trappola per far perdere la testa al giornalista di turno. «Direi proprio di no, è che non amo molto parlare di me». Ma dopo un po’ è inevitabile sbottonarsi e piano piano raccontare qualcosa di sé, come l’infanzia passata «in un posto a caso della Francia dell’Ovest». Da lì, poi, la svolta. Di condurre una vita a caso in un posto sperduto non se ne parlava, perciò a 17 anni si è comprata un biglietto di sola andata per Parigi. «L’R&B è venuto da sé, anche perché non ho mai ascoltato altro. È il mio genere preferito e onestamente l’unico su cui posso ballare e sentirmi me stessa».

L’intervista è stata pubblicata su Rolling Stone di giugno.
Potete leggere l’edizione digitale della rivista,
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