Nonno Snoop Dogg e l'idea di un nuovo Lp con Kendrick Lamar, Eminem e Dre | Rolling Stone Italia
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Nonno Snoop Dogg e l’idea di un nuovo Lp con Kendrick Lamar, Eminem e Dre

Il rapper e imprenditore americano, star di Instagram fan della Cannabis, ci racconta le gioie di essere nonno, l'impegno contro le violenze della polizia e il suo nuovo show con Martha Stewart

Dallas. Sono le due del pomeriggio, ma Snoop Dogg si sta svegliando solo ora. È nel bel mezzo del suo High Road Tour con il collega e compagno di canne Wiz Khalifa. «È un po’ come viaggiare con un parente», dice Snoop. Periodo intenso a Snooplandia: è appena uscito il suo 14esimo album, Coolaid, un ritorno al classico G-funk, e sta già producendo per MTV Mary + Jane, una commedia sulla cannabis. Sta anche girando Martha And Snoop’s Dinner Party, in cui ospita varie celebrità con Martha Stewart. La coppia ha scoperto un’alchimia unica. «Non ho mai incontrato nessuno come lei», racconta Snoop. «Quando siamo insieme c’è pace, amore e armonia».

Per caso il titolo di Coolaid ha a che fare con Lemonade di Beyoncé?
Ho guardato Lemonade ed ero tipo: «WOW!». La musica e le immagini sono una cazzo di bomba. Ma non bevo limonata; io bevo Kool-Aid. Ho deciso di chiamarlo così, perché ho portato sapore nel game. Mi definiscono uno dei figli di puttana più cool nell’hip hop e, in generale, nella vita. Anch’io ho fatto un visual album.

Stai investendo molto in MerryJane.com, “la risorsa definitiva sulla cannabis”.
Voglio essere il Google dei siti sulla marijuana medica, con dentro tutto ciò che si può sapere sulla cannabis. Una fonte affidabile, curata da me.

Fumare erba mi rende paranoico. Come faccio?
Ci sono varietà fatte apposta per gli schizofrenici e i paranoici. Devi trovarne una che ti aiuti.

Sei diventato nonno l’anno scorso, a 43 anni. Che effetto fa?
È la migliore sensazione al mondo, man. Vedere mio nipote gattonare e fare tutto ciò che faceva mio figlio è una scusa per amare ancora di più mio figlio.

Il biopic Straight Outta Compton è stato un successo. Adesso ci sono voci di un sequel sugli albori della tua carriera.
Sono quasi sicuro che si farà, però ora non posso dedicargli tempo. Non voglio fare un film sulla mia vita solo per cavalcare l’onda del successo di Straight Outta Compton.

Tu e The Game avete partecipato a una marcia verso il comando di polizia di Los Angeles, per protestare contro la violenza degli agenti. Cosa vi ha spinto?
Non ho mai davvero rispettato o capito la polizia, finché non sono stato abbastanza vecchio da capire che la maggior parte degli agenti sono umani. Ma quel giorno ci siamo detti: “Non succederà ancora”. Quando c’è un incidente con un civile, dobbiamo assicurarci che tutti vadano a casa sani e salvi, non solo l’agente. Pestaggi, posti di blocco, umiliazioni, omicidi: ecco cosa ci ha fatto la polizia ogni giorno. Tutto ciò è durato per anni, ma ora esistono le videocamere.

Di recente hai dato dello stronzo a Donald Trump.
Come possiamo avere qualcuno privo di scrupoli a guidare la nazione? Sono in giro da parecchio tempo. Ho visto Jimmy Carter, Ronald Reagan, i Bush, i Clinton, eppure non ho ancora visto un figlio di puttana come lui.

Cosa fai con Dre quando vi trovate?
Lui è il mio fratello maggiore. Ora siamo più vecchi, ma prima, quando uscivamo, erano solo party, ragazze, club. Ora è una questione di perfezione, perché abbiamo un’eredità da mantenere viva. Stiamo lavorando a un paio di cose nuove.

Anche un tour, per caso? La gente vuole vedervi su un palco.
Ha senso. Un album Snoop-Dre sarebbe una figata, ma un tour lo sarebbe ancora di più, perché c’è ancora troppa gente al mondo che non ha sentito dal vivo la nostra musica leggendaria. Credo che anche Dre lo voglia, basta solo che ci sia il dream team al completo: Kendrick Lamar, Eminem, Snoop Dogg e Dre.

Cosa ci dobbiamo aspettare dallo show con Martha Stewart?
Un po’ di cibo, drink e magari un po’ di cannette – dipende dal network!

Quindi hai fatto fumare anche lei?
Te lo dirò nello show!

Così non c’è il rischio di perdere un po’ della tua reputazione da gangsta?
No, perché non ho più 19 anni, e non me ne frega più niente delle gang. Stai parlando con un nonno ormai, uno zio dell’hip hop. Un uomo che ha fatto un’evoluzione totale da quello che era a quello che è oggi – ed è quello che tutti amiamo di lui, no? Un grande esempio di ciò che potresti diventare.

L’intervista è stata pubblicata su Rolling Stone di novembre.
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