Se fino a qualche tempo fa le frecciatine di Noel Gallagher erano per lo più rivolte al fratello Liam (e viceversa), ora che gli Oasis sono tornati insieme la vittima preferita di The Chief sembra tornata ad essere il Manchester United. Infatti, durante un’intervista rilasciata al programma radiofonico talkSPORT Drive, Noel (tifoso storico del Manchester City) ha commentato l’attuale situazione dei Red Devils, paragonando i rivali cittadini ai Libertines, in un confronto non proprio lusinghiero per la band di Pete Doherty.
Ma facciamo un passo indietro. Le parole di Noel arrivano dopo l’esonero dell’allenatore dello United, Ruben Amorim, messo alla porta in seguito alla conferenza stampa in cui il portoghese aveva attaccato i vertici della società dopo il pareggio per 1-1 contro il Leeds, sedicesimo in classifica. Per cui, con lo United costretto improvvisamente a trovarsi un nuovo allenatore a metà stagione, la stampa sportiva inglese ha dato il via a un toto-nomi sul possibile sostituto.
Tra i più quotati ci sono Oliver Glasner del Crystal Palace, l’ex allenatore del Chelsea Enzo Maresca, l’ex CT dell’Inghilterra Gareth Southgate e, soprattutto, Unai Emery, allenatore dell’Aston Villa, attualmente terzo in Premier League, a -6 punti dalla capolista Arsenal (il Manchester United è sesto a -17).
Ed è proprio dal nome di Emery che è partito il commento di Noel. Infatti, quando il conduttore del programma, Andy Goldstein, ha suggerito che Emery starebbe valutando un trasferimento sulla panchina dei Red Devils, Gallagher ha commentato: «Mi sa che vivi un po’ nel passato», ha detto riferendosi alla situazione non proprio rosea che sta passando lo United negli ultimi anni. «Una volta allenare e giocare in quella squadra rappresentava l’apice per il calcio inglese, ma ora non è più così», ha detto Noel. «Un giocatore dovrebbe essere completamente pazzo per trasferirsi lì».
Il chitarrista ha poi continuato, affermando che «l’intero club è in rovina», e che «l’unico motivo per andarci sono i soldi». Ed è proprio qui che arriva la parte “più Gallagher” dell’intervista, il momento in cui Noel (scherzando, ma a suo modo) si è lanciato in un’analogia musicale, dicendo che il trasferimento di Emery dall’Aston Villa al Manchester United sarebbe «come chiedere a me di lasciare gli Oasis per entrare nei Libertines».
Secondo Noel, la storia della band fondata da Pete Doherty e Carl Barât nel 1997 sarebbe paragonabile a quella dei Red Devils di Manchester. Entrambi avrebbero toccato i rispettivi apici tra la fine dei ’90 e il primo decennio dei ‘2000, i primi con album come Up The Brackets o l’omonimo The Libertines, i secondi con i trofei conquistati sotto la guida di Sir Alex Ferguson. Dopodiché, sempre secondo The Chief, sia per i Libertines che per lo United sarebbe iniziato un lento declino tuttora in corso, mentre Oasis e Villans sarebbero nel pieno di una nuova rinascita, tra i record del tour Oasis25 e gli ottimi piazzamenti conquistati nelle utime stagioni dalla squadra di Birmingham, ormai tra le big della Premier proprio dopo l’arrivo di Emery nel 2022.













