Nick Cave e l’incontro con Charlie Watts: «Brillava di serenità» | Rolling Stone Italia
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Nick Cave e l’incontro con Charlie Watts: «Brillava di serenità»

In un post sul suo sito The Red Hand Files, il cantautore ha raccontato una storia sul batterista dei Rolling Stones. C’entrano gli allenamenti in palestra prima del tour e un aeroporto

Foto: Getty Images

Con un post sul sito The Red Hand Files, Nick Cave ha raccontato un incontro “particolare” con Charlie Watts, il batterista dei Rolling Stones scomparso pochi giorni fa. L’aneddoto risponde a due domande in particolare, una sull’abbigliamento – “Sei sempre in completo. Vai mai in giro in tutta come noialtri?” – e l’altra sulla sua affinità con Watts.

La storia inizia circa dieci anni fa, quando Nick Cave è andato per la prima volta in palestra con l’obiettivo di prepararsi a un tour. «Non l’avevo mai fatto e non avevo l’attrezzatura, così ho ordinato una tuta su Amazon. È arrivata ed era davvero piccola, credo fosse una taglia per bambini», racconta il cantautore. «Avevo dimenticato le scarpe, così ho rimediato un paio di gigantesche sneakers bianche da uno dei ragazzi. Sapevo di avere un aspetto ridicolo, così ho messo un cappello da pescatore per nascondere la mia identità».

Dopo l’allenamento – «l’ora più punitiva della mia vita» –, Cave si è precipitato in aeroporto a prendere la moglie Susie, ma non aveva il tempo di cambiarsi. «Una volta arrivato lì sono andato in bagno, e mentre uscivo, con la mia tuta minuscola, le gigantesche scarpe bianche e il cappello da pescatore, mi sono ritrovato davanti Charlie Watts dei Rolling Stones», racconta. «Aveva i capelli color argento e indossava un elegante abito tre pezzi grigio perla, una camicia a quadri button down e una cravatta. Brillava di una sorta di serenità interiore, e mentre mi passava accanto ci siamo guardati e mi ha sorriso. Non era un sorriso gentile e nemmeno sgarbato, ma piuttosto lo sguardo impassibile che hanno certi animali per dimostrare la loro totale e completa supremazia».

«Mentre guardavo Charlie Watts sparire nella folla», conclude Cave, «mi sono sistemato il cappello e ho pensato: “Così se ne va un grande batterista”. È la stessa cosa che ho pensato quando ho letto la notizia della sua morte: così se ne va un grande batterista».

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