Oltre 13 milioni di canzoni solo nel 2025, 60 mila al giorno. Ovvero, circa il 40% dei brani caricati sulla piattaforma.
Sono questi i numeri condivisi in un recente report di Deezer riguardanti i brani generati interamente dall’intelligenza artificiale e caricati sulla piattaforma. Ma come spiegarsi questa quantità folle di musica fatta con l’AI? Di base, il motivo di questi caricamenti è per generare falsi ascolti. Stando sempre ai dati del report, infatti, questa mole di musica coinvolge solo una piccolissima parte degli ascoltati totali della piattaforma, tra l’1% e 3%, evidenziando però che l’85% degli stream di questa quota siano fraudolenti. Considerando che la distribuzione di una traccia avviene, solitamente, in modalità multi-piattaforma (ovvero, quando si uploda su Deezer solitamente si carica automaticamente anche su Spotify, Apple Music, Tidal, Soundcloud ecc), è dato pensare che questi dati siano validi anche per gli altri player.
«Sappiamo che la maggior parte della musica generata dall’intelligenza artificiale viene caricata su Deezer con lo scopo di commettere frodi», ha dichiarato Alexis Lanternier, CEO di Deezer. «Rileviamo e contrassegniamo la musica generata dall’intelligenza artificiale e la rimuoviamo dai consigli algoritmici, in modo che i nostri utenti possano scegliere chiaramente cosa ascoltare, rendendo più difficile ai truffatori manipolare il sistema. E, naturalmente, ogni streaming fraudolento che rileviamo viene demonetizzato, in modo che i diritti d’autore degli artisti, dei cantautori e degli altri titolari dei diritti non siano pregiudicati».
Deezer ha infatti sviluppato un tool in grado di riconoscere i brani sviluppati di applicazioni di IA come Suno e Udio diventando così la prima e, finora, unica piattaforma di streaming a taggare e segnalare i brani generati dall’AI.
L’impatto della AI è infatti più grandi di quanto possiamo immaginare, anche in termini di guadagni per gli artisti reali. Secondo uno studio condotto da CISAC e PMP Strategy, con la partecipazione dei principali attori del settore (tra cui Deezer), quasi il 25% dei ricavi dei creatori è a rischio entro il 2028, il che potrebbe ammontare a ben 4 miliardi di euro entro tale data.








