Nayt risponde a Fedez, Ghali: «Ascoltiamo chi protesta» | Rolling Stone Italia
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Nayt risponde a Fedez, Ghali: «Ascoltiamo chi protesta»

Ghali interviene sulle proteste a Milano durante la Festa del Cinema di Roma e invita a distinguere manifestanti pacifici da chi usa violenza. Nayt commenta il post di Fedez e critica il cinismo: «C'è un noi, da qualche parte»

Nayt risponde a Fedez, Ghali: «Ascoltiamo chi protesta»

Ghali

Foto: Pamela Rovaris/Radio Italia

«C’è un noi, da qualche parte, e siamo qui a cercarlo, insieme». Nayt risponde così a Fedez, che dopo le proteste e gli scontri di Milano aveva invitato i manifestanti a non credere alla solidarietà dei rapper di successo. Nel dibattito interviene anche Ghali, che dalla Festa del Cinema di Roma invita a distinguere chi scende in piazza pacificamente da chi usa la violenza e a non perdere di vista le ragioni della protesta.

Tutto nasce dalle dichiarazioni di Marracash, che aveva espresso solidarietà ai manifestanti sostenendo che «con le buone non cambi le cose». Parole che hanno suscitato polemiche, alle quali il rapper ha risposto precisando di non aver mai inneggiato alla violenza e ribadendo il proprio impegno contro le disuguaglianze sociali. Ma Fedez, in un lungo post pubblicato sulla pagina Instagram del suo Pulp Podcast, ha messo in discussione la credibilità degli artisti che sostengono le proteste dopo aver costruito parte della propria immagine sull’esibizione del lusso: «A promuovere quella idea di vita e di successo ci siamo noi», ha scritto, ricordando gli orologi, gli abiti firmati, le sfilate e i simboli di ricchezza che popolano l’immaginario del rap. Il riferimento è anche a Marracash, fotografato con il sindaco di Milano Beppe Sala alla prima della Scala.

«I manifestanti non sono Pokémon da scagliare per il proprio tornaconto, per cercare di intercettare nuova audience», sostiene Fedez. E conclude rivolgendosi ai ragazzi che protestano: «Non credete ai proclami, non credete agli artisti ricchi che vi sostengono, non c’è nessun noi. Al vostro fianco non c’è nessuno». Sotto al post arriva la risposta di Nayt, che interviene nei commenti senza risparmiargli critiche.

«Questa è una banalizzazione di un ragazzo disilluso che non sa cosa sia davvero l’amore e le sue contraddizioni. Perdonami se te lo dico ma questo cinismo che ti accompagna da tempo in tante cose non è lo specchio della realtà complessa in cui viviamo, non è tutto uno sfruttare per visibilità e per proprio tornaconto anche se evidentemente questo è il materiale di cui l’ambiente in cui stai si nutre e al quale sei abituato», ha scritto. E contesta l’idea che dietro ogni presa di posizione pubblica ci sia necessariamente un interesse personale: «Ci sono persone, rapper inclusi, che si sentono ancora davvero vicine agli altri e che non sono tutti uguali e catalogabili come “i rapper” e che nel loro vissuto, nelle loro contraddizioni, cercano un modo per avvicinarsi, tra i mille inciampi, persone che vedendo gli altri manifestare e alzare la voce tornano a credere a un cambiamento un po’ di più. E io a questo tuo messaggio non posso fare a meno di rispondere e dire che non sono d’accordo».

Ma affronta anche il tema della coerenza, al centro della riflessione di Fedez: «Inoltre, se hai sempre promosso un certo stile di vita, essere più coerenti di altri oggi non ti rende migliore di loro e non rende necessariamente questa la via più utile da percorrere. A volte è più utile e coraggioso accollarsi di essere incoerenti per qualcosa in cui si crede davvero, per un sentimento di vicinanza, per gli altri. C’è un noi, da qualche parte, e siamo qui a cercarlo, insieme». 

Sulle proteste e, indirettamente, sulle dichiarazioni controcorrente di Fedez, è intervenuto anche Ghali, a margine della proiezione di A mare, il film di Alessandra Cutolo presentato alla Festa del Cinema di Roma. Il rapper ha invitato a non confondere gli episodi di violenza con le ragioni di chi manifesta: «Pensiamo a coloro che stanno manifestando pacificamente perché è quello che conta. Sono due cose ben distinte chi sta usando la violenza e chi scende in piazza a manifestare per i propri diritti in questo momento. Non distraiamoci troppo». Ghali ha poi richiamato l’attenzione sulle disuguaglianze sociali e sulle difficoltà delle nuove generazioni, che stanno «cercando delle risposte ormai da un po’, dobbiamo ascoltarli». Secondo lui, infatti, «è un problema reale che riguarda tutto il nostro Paese». E si è detto «contento» di vedere le persone «scendere in piazza a manifestare il proprio diritto e a cercare delle risposte, perché quello che stiamo vivendo oggi in questo Paese non è un problema solo dei giovani ma anche degli adulti e che ricopre tanti settori».

 

 
 
 
 
 
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