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Natalie Imbruglia soffriva di dismorfofobia ai tempi del video di ‘Torn’

Voi la invidiavate, lei indossava felpa e pantaloni militari per nascondere le sue forme

Natalie Imbruglia

Foto: dal video di 'Torn'

A novembre cadranno i 25 anni dalla pubblicazione di Left of the Middle, l’album di debutto di Natalie Imbruglia, quello del singolo Torn. In un’intervista concessa all’Independent, la cantante rievoca quei giorni, raccontando il passaggio dalla soap al pop, ovvero dall’attività di attrice nella serie australiana Neighbours (la stessa di Kylie Minogue) a quella di cantante, ma anche il complesso della one-hit wonder di cui ha sofferto e lo stupore delle persone quando scoprono che Torn è una cover.

Tra le altre cose, nell’intervista Imbruglia racconta anche il celebre video della sua canzone più famosa, cover di un pezzo cantato originariamente in danese come Brændt da Lis Sørensen nel 1993, l’anno dopo in lingua inglese dagli americani Ednaswap, quindi dalla norvegese Trine Rein (trovate qui sotto le varie versioni).

«La gente è fissata» col fatto che ha lanciato la carriera con una cover. «Ma un’artista è anzitutto una comunicatrice (…) e certe canzoni si sposano bene con la persona. La gente entra in connessione con la mia verità, il modo in cui mi relazione col testo e come lo comunico in modo autentico».

Nel videoclip di Torn, diretto da Alison Maclean e girato all’interno di un appartamento ricreato sul set, un’illusione che il video stesso rivela, Imbruglia indossa com’è noto pantaloni larghi e felpa col cappuccio sopra a una t-shirt. È perché «all’epoca soffrivo di dismorfofobia ed ero insicura. I pantaloni militari non erano nemmeno fighi o alla moda. Mi vestivo così per non mostrare le mie forme, non volevo che qualcuno vedesse com’ero fatta».

Alla fine, però, anche quella pantaloni casual & felpa si è rivelata un’immagine forte ed è stata vista come «una forma di coolness androgina, anche se la verità è che mi sono messa giù così perché non volevo indossare un vestito».

Ai tempi di Torn Imbruglia era insicura anche delle proprie doti di autrice, tanto da soffrire della sindrome dell’impostore. Non pensava di avere talento, ma di essere stata molto fortunata. «Frequentando i palcoscenici ero diventata un’intrattenitrice esperta, ma mi sembrava ben poco rispetto a quello che stavo cercando di fare come artista. E quindi non riuscivo a mettere assieme queste due cose nella mia testa».

Un ripassino di Torn e i suoi fratelli (maggiori), a partire dalla versione in danese di Lis Sørensen:

La versione degli Ednaswap. Nella band suonavano due degli autori di Torn Scott Cutler e Anne Preven (il terzo è Phil Thornalley che per un breve periodo ha suonato coi Cure):

La norvegese Trine Rein l’ha rifatta nel 1996:

Infine, la hit di Natalie Imbruglia:

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