Nascita di un tormentone: i Rae Sremmurd raccontano "Black Beatles" | Rolling Stone Italia
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Nascita di un tormentone: i Rae Sremmurd raccontano “Black Beatles”

Come un brano creato all'ultimo minuto è diventato la colonna sonora dei "Mannequin Challenge" di tutto il mondo

I Rae Sremmurd sono Khalif "Swae Lee" Brown e Aaquil "Slim Jxmmy" Brown

I Rae Sremmurd sono Khalif "Swae Lee" Brown e Aaquil "Slim Jxmmy" Brown

Lo scorso giugno, i Rae Sremmurd avevano soltanto due giorni a disposizione per chiudere il loro secondo album, che il duo hip hop sperava raggiungesse il successo del loro esuberante debutto SremmLife, del 2015. Ma avevano bisogno di una hit, visto che i due singoli pubblicati fino a quel momento non avevano ottenuto il successo sperato. In quel momento, il loro producer Mike Will Made It chiamò in studio per un meeting last minute, visto che aveva dei beat pronti.

Uno si distingueva tra gli altri: un basso caldissimo e meccanico che ispirò il più creativo del duo, il 23enne Swae Lee, a scrivere qualcosa su “la vita da rockstar”. Quella sera, si ritrovò con due parole in mano: “Black Beatles”. «Era una frase super», dice Lee. «Ho sempre amato lo stile di John Lennon, mi piacciono i suoi occhiali».

E funzionò. Al momento, Black Beatles è stabilmente al numero uno della Billboard Hot 100, da oltre un mese, mentre il suo video, un po’ grezzo, dove i due suonano su un tetto, ricordando il concerto dei Beatles del 1969, ha sfondato il muro delle 250 milioni di views su YouTube. «Non mi sono ancora stancato di suonarla», dice Zane Lowe, che la passa spesso su Beats1. «C’è un hook ogni cinque secondi. Una delle cose più incredibili del pezzo è quanto sia strano. È davvero inclusivo, fa riferimento ai tipi più vecchi e a un sacco di altre cose folli. È un po’ psichedelico. È un lavoro davvero matto».



Da quando si sono formati nel 2013, i Rae Sremmurd, i fratelli Khalif “Swae Lee” e Aaquil “Slim Jxmmi” Brown , hanno provato a fare musica, come dice Lee, «orecchiabile ma davvero strana». I fratelli Brown sono cresciuti a Tupelo, Mississippi, prima di andare a vivere da soli da adolescenti in un appartamento bifamiliare, dove davano delle feste enormi, mentre suonavano le loro canzoni. Nel 2011, diventarono i Dem Outta St8 Boyz e parteciparono a un talent sul canale Bet. Poi si spostarono ad Atlanta, dove attirarono l’attenzione di Mike Will Made It, che aveva recentemente prodotto la maggior parte di Bangerz di Miley Cyrus. Fece firmare al duo un contratto con la sua etichetta, EarDrummers, il nome che usarono i due per darsi una nuova identità (provate a leggerlo al contrario). Will produsse poi nel 2015 SremmLife, un nome che è anche una filosofia di vita: «la good life, la famiglia, il sesso protetto e lo stipendio», ha detto Lee. Will disse a Rolling Stone a quel tempo, «Penso a loro come se fossero gli ‘NSync dei sobborghi».

«È raro vedere ancora degli artisti che si muovo in coppia», dice Lowe. «Da subito, mi ha colpito la loro chimica. Era giovane, ma aveva una maturità musicale». Mentre stava producendo Black Beatles, Will reclutò l’amico Gucci Mane, che registrò un verso dopo che venne scarcerato. «Gucci disse, “Amico, questa roba e è una bomba. Ci faccio qualcosa!”».

Il successo della canzone è iniziato quest’autunno, dopo che gli studenti delle high school della Florida hanno dato vita al fenomeno virale del Mannequin Challenge, cioè una serie di video su YouTube dove si riprendono immobili, come manichini appunto. Black Beatles è diventata la colonna sonora non ufficiale: anche Paul McCartney ha pubblicato un video dove sta fermo immobile, mentre si sente la canzone in sottofondo.

«Quando raggiungi un Beatle, è la consacrazione definitiva», dice Lee. Anche se i due non si dicono dei fan dei Beatles, hanno avuto un incontro motivazionale con McCartney al Coachella nel 2014. «Non sapeva neanche chi fossimo ma comunque stava parlando con noi», dice Lee. «Penso sia stato merito della nostra aura».

Lee dice che i Rae Sremmurd sono già in studio lavorando a “nuove bombe”: «Siamo arrivati al mondo del pop, al di fuori dalle mura dell’hip hop. Penso che tutte la canzoni che abbiamo fatto prima d’ora siano serviti a preparare i nostri fan a questa esplosione».

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