Home Musica News Musica

Morgan risponde ad Aldo Nove

«Anche io voglio bene ad Aldo Nove, ma quando caga fuori dal vaso è lui che produce merda e non quella di Manzoni, ma quella di un ignorante che parla senza sapere»

Morgan Digital Cover

Morgan risponde alle critiche che gli sono arrivate dal poeta Aldo Nove, nella lunga intervista che abbiamo realizzato. In particolare, sull’episodio che lo ha visto protagonista con Bugo a Sanremo e ha generato “le brutte intenzioni la maleducazione”. Per il cantautore, oltre a un gesto di reazione anche un momento altamente artistico, mentre per il poeta «un atto violento, capriccioso, totalmente fuori luogo».

Di seguito la risposta di Morgan:

«Anche io voglio bene ad Aldo Nove, ma quando caga fuori dal vaso è lui che produce merda e non quella di Manzoni, ma quella di un ignorante che parla senza sapere. È un vero peccato, certe banalità me le sarei aspettate da Niccolò Ammaniti, che una sera Aldo Nove e io abbiamo incontrato in un ristorante e non riusciva a stare al passo con le mie citazioni dei poeti greci in lingua originale nel divertimento proprio di Aldo None che mi disse: “Forse non aveva capito chi è Morgan, ti aveva scambiato per Jovanotti”. Ma adesso quello che non ha capito una fava è Aldo Nove che non considera che Bugo, prima di quel gesto, lo conoscevamo giusto io e lui e invece adesso vende le magliette con scritto “Dov’è Bugo?”. E poi che quei versi sono stati un modo gentile e in rima di far capire a una persona violenta come Bugo e a cattivi e opportunisti come il suo manager e il suo staff che se tratti malissimo un artista per mesi e credi pure di sfruttarlo, pensando anche che la cosa passi sotto silenzio, allora sei un vero stupido, perché io sono un cantautore, non un puntaspilli per gente sfigata che appena apre bocca stona o dice parolacce. Inoltre, non ci ho guadagnato un quattrino da quell’episodio, a differenza di Bugo e del suo “squadrone della morte”. Infine, ricordo ad Aldo Nove che sono libero di cantare ciò che voglio in quanto autore e soprattutto di cantare la verità, che ormai sembra una cosa scandalosa da quanto poco siamo abituati a sentirla nelle canzoni. Soprattutto in quelle finte che si intitolano addirittura Sincero».