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Morgan: «Non rompiamo i coglioni a Salvini»

Dopo lo sfratto dalla sua casa di Monza, l'ex leader dei Bluvertigo esprime il suo sostegno al Ministro degli Interni, anche se, «Ci sono della popolazioni sul pianeta terra che come me sono dei ‘senzatetto’ e cercano di trovare un luogo dove possono avere amici»

Foto di Vittorio Zunino Celotto/Getty Images

La Bohème di Morgan parte come nessuno si sarebbe mai aspettato. Dopo aver occupato le prime pagine nelle scorse settimane in seguito allo sfratto dalla sua casa di Monza, Marco Castoldi ha deciso di dire la sua in merito al caso Sea Watch e al putiferio scatenatosi attorno alla ‘capitana’ Carola Rackete, ultima arrivata nella lista nera del nostro Ministro degli Interni, su cui il cantante sembra riporre la massima fiducia.

«Lasciamo lavorare Salvini», ha detto Morgan durante un’intervista con Adnkronos. «Un governo eredita una situazione, magari ha tante buone idee ma non è facile metterle in pratica. Per cui non rompiamo i coglioni a Salvini, lasciamolo lavorare. È stato eletto dal popolo, ha un mandato e segue la sua logica governativa».

Parole che, associate alla figura di Morgan, suonano un po’ stonate: nessuno si sarebbe mai immaginato che l’ex leader dei Bluvertigo potesse schierarsi con un governo leghista, eppure Castoldi ha deciso così. Che sia una dichiarazione per ingraziarsi il nuovo establishment giallo-verde e riottenere il mal tolto? Che sia, invece, l’ennesima uscita da bastian contrario dopo che molti suoi colleghi, anche negli ultimi giorni, hanno espresso il loro sostegno a Rackete?

«Non credo che lui (Salvini, ndr) volesse arrivare all’arresto di Carola. Non bisognerebbe arrivare a delle misure estreme. Bisogna trovare delle modalità che accontentino tutti a monte. Un ministro degli Interni si dovrebbe occupare di cose edificanti, non punitive». Peccato che, se davvero dovessimo seguire il consiglio di Morgan lasciando lavorare Salvini, “le cose punitive” sarebbero probabilmente all’ordine del giorno e la Rackete sarebbe probabilmente ancora in arresto. Ma vabbè, la coerenza non è mai stata propriamente una prerogativa per il cantante che, qualche riga più sotto, improvvisamente si avvicina alla causa della Sea Watch e delle ong “che vanno a raccogliere in mezzo al mare persone su delle barchette”. Ovviamente a suo modo.

«Ci sono della popolazioni sul pianeta terra che come me sono dei ‘senzatetto’ e cercano di trovare un luogo dove possono avere amici», aggiunge Morgan. «La natura umana li porta a pensare che l’uomo debba essere per forza salvato. Per l’essere umano è normale pensare a un gesto di solidarietà e di comprensione. L’umanità ha bisogno di soccorso».

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