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Miti assoluti di un “uh gne gne”: Daria Bignardi al live di Caetano Veloso e Gilberto Gil

Abbiamo mandato la nostra reporter d'eccezione al live dei due padri del tropicalismo a Roma, Auditorium Parco della Musica

Crediti: Fulvio Dalfelli

Crediti: Fulvio Dalfelli

Uh gne gne, uh gne gne. All’Auditorium Parco della Musica di Roma ho assistito all’unico concerto italiano di Caetano Veloso e Gilberto Gil. L’ho visto insieme a una neonata di tre mesi. «Si chiama Eva», ha detto la sua mamma, sedendosi di fianco a me. È andata così.

Settantaquattro anni, dritti dritti magri magri, i due monumenti del Tropicalismo hanno iniziato il concerto alle 21 e 30, quasi puntuali. Gilberto tutto vestito di bianco e Caetano tutto bianco di capelli: minimali, con una sola chitarra, festeggiavano i cinquant’anni di carriera e amicizia, cinquant’anni da quel giorno in cui si incontrarono per caso “in Salvador de Bahia”.
Io ero seduta a metà sala e loro avevano appena iniziato la prima canzone, quando una mastodontica ragazza brasiliana con una neonata legata con una fascia al petto si è seduta proprio accanto a me e ha cominciato a cantare.

La neonata non dormiva, stava con gli occhi – nerissimi, meravigliosi – spalancati, e sembrava gorgheggiare piano piano. Era intonata. Uh gne gne, uh gne gne. Tre mesi, non di più. Ma l’impressione era che le sapesse già tutte a memoria, le canzoni di Gil e Caetano, come la mamma e come le migliaia di brasiliani arrivati all’Auditorium da mezza Italia. Probabilmente le ascoltava da quando era dentro alla pancia, le canzoni di Caetano Veloso e Gilberto Gil. Quando Caetano ha detto in italiano che stavano per cantare la più vecchia, scritta nel 1963, la mamma di Eva si alzata e si è messa a ballare con Eva in braccio.«Poi canteremo la più nuova», scritta in Bahia nell’intermezzo di questo tour, ha aggiunto.Uh gne gne, uh gne gne. Questo tour glielo chiedevano da vent’anni, da quando portarono l’album Tropicália 2 in giro per il mondo, un successo interplanetario.

Secondo Caetano: «Gil esercita il suo grande talento con fin troppa modestia, e il suo disprezzo innocente verso la sua stessa grandezza sono due facce di una luna mezza nera e mezza nascosta, che è la sua stessa musica». Secondo Gil: «Con Caetano è sempre stato un affrontare la vita così com’è, indipendentemente dal fatto che ci si trovi in un viaggio aereo o in un rituale Candomblé, che sia essa espressione di civiltà o della mentalità selvaggia. Con Caetano è sempre stato amore e amicizia».

Caetano e Gil con la loro musica e il loro impegno (dal carcere per le loro idee politiche a Gil che è stato ministro della Cultura) hanno fatto la storia del Brasile: è questo che si respira in mezzo alle migliaia di persone che cantano in coro, Eva compresa. Se non sei brasiliano, o se non sei un profondo conoscitore della musica brasiliana, ti puoi emozionare a un evento del genere? Io dopo 8 canzoni, bellissime per carità – uh gne gne, uh gne gne –, ho salutato la mamma di Eva, baciato un piedino di Eva, e sono andata a mangiare una gricia, che ero digiuna dal mattino.

Questo articolo è stato pubblicato su Rolling Stone di giugno.
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