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Mistajam parla dell’influenza del grime, di testi e di Kanye

«Un vero artista nel 2016 deve sempre saper alzare l'asticella, altrimenti qualcuno prenderà il suo posto», dice il Dj e speaker di BBC Radio 1

Mistajam durante l'evento di presentazione della campagna "It Must Be February" organizzato da Foot Locker

Mistajam durante l'evento di presentazione della campagna "It Must Be February" organizzato da Foot Locker

Quando negli scorsi mesi, Kanye West, Drake e molti altri hanno iniziato a sdoganare il grime anche negli Stati Uniti, una nuova luce si è accesa sul genere che per anni è stato il portavoce della musica hip hop in Uk e che finalmente ha avuto il suo riconoscimento anche dall’altra parte dell’oceano. Mistajam è un punto di riferimento per tutto questo mondo, da otto anni voce di BBC Radio 1, oltre che Dj e attore (e vero sneakerhead, visto che è stato lo special guest di Foot Locker per l’evento di presentazione della campagna It Must Be February). Il suo programma è il canale preferenziale della urban music in generale, tra i primi ad anticipare l’esplosione della dubstep prima e della trap dopo. «Il grime ha aperto tante porte, tutti questi generi sono suoi cugini», dice Mistajam.

Perché secondo te a un certo punto dagli Stati Uniti si sono accorti del grime?
Penso che il grime sia esattamente la via di mezzo tra l’elettronica e hip hop. E penso anche che abbia successo perché non è corporate: tutti i più grossi rapper, probabilmente anche i più talentassi del momento, sono corporate. Guarda Jay Z, è uno dei business man più importanti del mondo, è coinvolto in un sacco di aziende, è a un passo dall’essere miliardario. Un altro è Dr. Dre, anche lui, miliardario e con parecchi affari diversi. Il grime arriva dalla strada, non ha nessuna struttura. L’hip hop americano sembra più una campagna di marketing che di musica. Il grime è esattamente l’opposto.

E oggi puoi fare a meno di social, marketing e tutto quanto secondo te?
No! Ma nel grime è organico! La gente segue gli artisti, li supporta perché ama genuinamente quello che fanno, non perché qualcuno ti dice che è di moda. Guarda anche solo i testi: mi piacciono molto, ma non puoi dire che gente tipo Migos dica qualcosa. Mentre Skepta dice molto! Abbiamo una cultura per i testi in Inghilterra che non hanno da altre parti. In più, come ti dicevo, è metà elettronica e metà hip hop. In America ha aperto le porte al movimento dubstep prima e trap poi, sono tutti cugini diretti del grime. Ora tocca a gente come Stormzy, JME o lo stesso Dizzee Rascal, che sta preparando un nuovo album, a portare avanti il movimento. È globale, anche se pieno di singoli.

Recentemente Kanye West ha pubblicato Facts, che parla del suo ruolo nel campo della moda e delle sneaker e so che sei un appassionato anche tu… Parli di questo quando ti riferisci ai testi diversi?
Prendo sempre come esempio Rapper’s Delight: “I got bodyguards, I got two big cars That definitely ain’t the wack, I got a Lincoln Continental and a sunfoofed Cadillac” (rappando, ndr). Quindi questa cultura è sempre stata parte dell’ hip hop. Parli di quello che hai e di quello che vorresti, di aspirazioni. È qualcosa che ci sarà sempre. Oggi però in troppi parlano di quello che succede nei club, di prendersi le pastiglie, di “sbocciare”, sembra che non ci sia nient’altro. La gente deve cercare da altre parti per avere della sostanza. Parlando di Kanye, però, ha fatto uscire Facts che parla di queste cose e poi Real Friends che parla di amicizia, prima di come lui abbia cambiato la pop culture e poi di qualcosa molto vicino alle persone. Se sei un vero artista nel 2016 devi fare entrambe le cose. E saper sempre alzare l’asticella. Altrimenti, occhio che c’è qualcuno dall’Inghilterra che è pronto a prendere il tuo posto!

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