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Miley Cyrus è stata superata da Donald Trump e dal coro dei detenuti del 6 gennaio

‘Justice for All’, in cui i rivoltosi del Campidoglio cantano l’inno americano mentre l’ex Presidente recita il giuramento di fedeltà alla bandiera, è al numero uno della classifica americana di iTunes

Foto: M. Ebenhack/Getty Images (1), Maurizio Santana/Getty Images (2)

Due giorni fa, un pezzo intitolato Justice for All è arrivato al numero uno della classifica di iTunes, lasciando alla superhit di Miley Cyrus Flowers la seconda piazza. La particolarità: Justice for All è interpretato dal J6 Prison Choir e da Donald Trump.

Secondo quanto riporta la CNN, il J6 Prison Choir riunisce un gruppo di persone condannate per avere preso parte alla rivolta del 6 gennaio 2021, quando i sostenitori di Trump assaltarono il Campidoglio cercando di ribaltare il risultato delle elezioni del 2020 vinte da Joe Biden. Nel pezzo, il coro canta l’inno americano The Star-Spangled Banner, per poi scandire “U.S.A! U.S.A.!”.

Sul coro e su un bordone musicale, si sente la voce di Trump recitare frammenti del Pledge of Allegiance, il giuramento di fedeltà alla bandiera degli Stati Uniti d’America. Sarebbero stati i famigliari dei detenuti a chiedere all’ex presidente di registrare appositamente la sua parte, cosa che avrebbe fatto a Mar-a-Lago.

In passato, Trump ha detto che, in caso di vittoria alle elezioni presidenziali del 2024, prenderà in seria considerazione la concessione del grazia ai suoi sostenitori del 6 gennaio. Secondo il Dipartimento di giustizia americano, circa 500 persone arrestate dopo i fatti si sono dichiarate colpevoli.

iTunes ha una storia di canzoni politiche che fanno registrare insoliti picchi in classifica, come è successo in passato con FDT (Fuck Donald Trump) di YG o We the People di Kid Rock. Si tratta in ogni caso di una classifica marginale, giacché i download rappresentano oggi una parte marginale del mercato musicale. Non è perciò detto che questa fiammata di popolarità porti la canzone in altre classifiche, anzi.

Al momento su Spotify (che non è un servizio di streaming diffuso negli Stati Uniti quanto in Europa) il pezzo ha totalizzato poco meno di 190 mila stream in dieci giorni. Su YouTube Justice for All ha quasi 540 mila visualizzazioni. Su entrambe le piattaforme il pezzo è attributo al “compositore” Donald J. Trump.

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