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Mika a Sanremo: «L’Italia e il suo orgoglio per la musica nazionale»

Mika è stato il superospite della terza serata di Sanremo dedicata alle cover. Sul palco, lo showman libanese ha esordito con uno statement che invita al rispetto e all’uguaglianza

Lebanese-British singer Mika on stage during the 67th Festival of the Italian Song of Sanremo at the Ariston theater in Sanremo, Italy, 09 February 2017. The 67th edition of the television song contest runs from 07 to 11 February. ANSA/CLAUDIO ONORATI

«Ieri ero nervoso, ovviamente. Partecipare a Sanremo è un’opportunità speciale e ho sentito l’ansia e la meraviglia di un luogo come l’Ariston, ma è una pressione assurda che però mi piace! L’ultima volta che sono salito sul quel palco risale al 2007 e tante cose sono successe in questi dieci anni». Mika esordisce così, con il consueto piglio brillante e quello sguardo innocente e bambino che i recenti trionfi mondiali non sembrano aver “sfiorito”. Arrivato da poche ore a Sanremo, ieri il cantante “zingaro”, come ama definirsi, si è concesso brevemente alla stampa prima della performance che l’ha visto impegnato in un medley dei suoi più grandi successi, con una dedica speciale a George Michael.

«È sempre stato il mio idolo. Anni fa scelsi di registrare il mio The Origin of Love presso i Sarm West Studios di Londra dove George registrò il suo Faith, ma non ho mai voluto incontrarlo in questi anni perché credo i miti debbano restare tali. Stasera canterò Jesus to a Child a modo mio, perché le sue canzoni sono impossibili da riprodurre, oltre che difficilissime da cantare!». Per Mika, venire a Sanremo senza fare promozione è un dono speciale: «Sono settimane che penso alla performance, che è stata una sorta di dialogo fra me e l’orchestra, l’elemento essenziale di questo show. Non mi interessa il playback, gli effetti speciali delle luci, quando c’è un’orchestra cambia tutto e questa è la vera anima di Sanremo, i conduttori passano, mentre lei resta».

Infine, una riflessione, quasi obbligata, sullo stato di salute della musica in Italia, ormai vera e propria seconda patria del cantante «Purtroppo non c’è abbastanza spazio per la musica indie, forse perché non ci sono luoghi fisici per le band. La cultura del locale ormai sembra sparita e, se non ci sono posti dove suonare, è davvero un problema. Allo stesso tempo, se pensiamo alle chart, ci sono pochi artisti internazionali in Italia e questo dimostra un orgoglio per la musica “nazionale” che spesso manca in altri paesi. Quindi credo che la necessità più grande sia creare spazi senza pressioni “popolari”, dove qualunque artista possa esibirsi in totale libertà». Per quanto riguarda invece il suo futuro, Mika ha già in mente la prossima edizione di Stasera Casa Mika, «Ho sempre considerato quel programma come un film, quasi un musical, che ora deve svilupparsi perché non può restare uguale a sé stesso. Voglio scrivere più canzoni appositamente per lo show, come succede in America al Saturday Night Live, e chissà che queste canzoni non finiscano contemporaneamente sul nuovo disco che sto realizzando!».

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