Il biopic Michael, dedicato a Michael Jackson e interpretato dal nipote Jaafar Jackson, parte fortissimo al box office: 217 milioni di dollari incassati al debutto globale (97 solo negli Stati Uniti). Si tratta del miglior esordio di sempre per un biopic musicale. Ha così superato Straight Outta Compton (60 milioni) e Bohemian Rhapsody (51 milioni, ma 900 complessivi), oltre a essere secondo miglior debutto del 2026 dietro The Super Mario Galaxy Movie.
Un successo, ma accompagnato dalle solite polemiche. Secondo Variety, infatti, il terzo atto che comprendeva le accuse di abusi su minori è stato rimosso. Alla base ci sarebbe una clausola legata all’accordo con Jordan Chandler (che nel ’93 intentò una causa contro l’artista insieme ai genitori), che impediva la sua rappresentazione. Jackson aveva poi raggiunto un accordo extragiudiziale con la famiglia nel ‘94 per 25 milioni di dollari. E nel 2005 era stato assolto nel processo legato a Gavin Arvizo (le accuse erano di molestie su minori e di aver somministrato alcolici a un minore).
Contestualmente all’uscita James Safechuck, uno degli accusatori di Leaving Neverland, il documentario HBO del 2019, ha lanciato un messaggio alle vittime: «I nostri abusatori vengono talvolta celebrati, anche dopo che raccontiamo la verità». E anche il regista del documentario, Dan Reed, ha attaccato il film Michael, accusandolo di ignorare le accuse e definendo Jackson «peggiore di Jeffrey Epstein». Il regista Antoine Fuqua, invece, ha replicato definendosi «scettico su alcuni genitori degli accusatori» e ha aggiunto che «a volte le persone fanno cose spiacevoli per soldi». E Reed ha replicato: «Ironico che Fuqua parli di soldi, stanno guadagnando tutti. Safechuck e Robson non hanno mai preso un centesimo». Infine, gli eredi di Jackson continuano a definire Leaving Neverland «una completa farsa».















