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M.I.A. risponde alle accuse del Paris St. Germain

La squadra di calcio parigina le aveva fatto recapitare una lettera di diffida per il presunto uso scorretto dello sponsor nel video di "Borders". Ecco la risposta

Qualche giorno fa, la cantante M.I.A. ha condiviso sul proprio Twitter una lettera. Il mittente era la squadra di calcio del Paris St. Germain e il motivo, come potrete immaginare, non era nulla di buono.

Per farla breve, il club fra le righe si lamentava della maglietta indossata dall’artista nel video di Borders, già controverso di suo per via del tema affrontato, l’immigrazione. Sulla t-shirt, al posto della scritta dello sponsor “Fly Emirates” era stata sostituita una lettera, così da formare la scritta “Fly Pirates”. Apriti cielo, da lì in poi solo grane per la cantante.

Oltre che chiedere l’immediata rimozione del video da ogni piattaforma, i legali della squadra francese hanno minacciato azioni legali sostenendo un presunto danno d’immagine. Ieri, a prova che la faccenda sia piuttosto seria, M.I.A. ha detto la sua in qualità di ospite di Democracy Now! (in cima all’articolo trovate il video della registrazione). «Le magliette da calcio sono un linguaggio universale, specie nel Terzo Mondo, dove vengono puntualmente contraffatte […] E stupido voler controllare una cosa del genere. Sto solo rappresentando in maniera realistica la comunità di migranti.»

E M.I.A. prima di tutti è stata migrante in passato. Staremo a vedere come si evolve lo screzio legale, sperando che la cantante ne esca illesa.

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