Mèsa, protagonista della tappa napoletana di Nastro Azzurro Live

Tra i protagonisti della seconda tappa: la cantautrice romana Mèsa, Tea Falco, il Menestrelloh ed il Maestro Gino Sorbillo, ma questo è solo l'inizio dell'estate di Nastro Azzurro. L'intervista di Marco Villa.

Federica Messa ha modi gentili e riservati, ti dà l’idea di non voler essere mai al centro dell’attenzione, perché non ne ha bisogno o perché quasi le dà fastidio. Poi però si toglie una consonante dal cognome e, come fossero gli occhiali di Clark Kent, diventa un’altra persona. Entra in scena Mèsa e a quel punto sei tu che senti di volerti mettere in secondo piano, di lato, perché quello che ti arriva addosso dal palco è un concentrato di personalità, sicurezza e talento.

Mèsa è stata protagonista assoluta della tappa napoletana di Nastro Azzurro Live, l’iniziativa che sta portando in giro per l’Italia i migliori prospetti del roster di Bomba Dischi. Dopo il Bomba Dischi Festival a Largo Venue a Roma, tocca al Lanificio 25 di Napoli, location perfetta per la tarda primavera della città, che permette di godersi alla grande il cortile interno. Birra in mano, lucine appese qui e là ed è facile pensare ad atmosfere vacanziere, in una città che ormai è perdutamente innamorata di Liberato, come ci conferma prima del live Marco ‘Il Menestrelloh’ Marfella.

Sul palco del Lanificio, Mèsa porta le canzoni di Touché: è il suo primo album, è uscito a marzo 2018 e porta avanti il discorso iniziato un anno prima con un EP. Se nel disco le certezze di Mèsa sono chiare, dal vivo lo sono ancora di più: al centro le chitarre, che sostengono nelle strofe e colpiscono nei ritornelli. Una scelta tutt’altro che scontata, in questo periodo: «Mentre registravamo non mi sono resa conto – racconta Mèsa – ma in effetti gli arrangiamenti che abbiamo scelto non sono tra quelli che vanno di più in questo momento».

NOME

Lo schema è chiaro e funziona canzone dopo canzone, grazie anche a una voce che non sbaglia un colpo e sa anche forzare quando serve. Non me lo ricordavo cattura l’attenzione, mentre la scaletta procede attraverso tutti i brani dell’album e concede anche due cover che sembrano agli opposti: Shut Up Kiss Me di Angel Olsen e Heart-Shaped Box dei Nirvana. Il cantautorato contemporaneo di maggior classe e le radici del grunge, ovvero i due estremi tra cui oscilla costantemente Mèsa. Sotto il palco, si ascoltano i testi dei pezzi, intimisti al punto giusto e tutti attraversati da un vago senso di sconfitta, che si ferma però un attimo prima di diventare resa.

Resa è una parola che non conosce nemmeno Tea Falco, ospite speciale di questa tappa di Nastro Azzurro Live. Attrice e fotografa, Tea ha provato diverse strade per esprimere il proprio talento, ma mai quella della musica: «Mi piacerebbe provarci prima o poi – ci dice – Sarebbe una bella esperienza, ci metterei molta ironia, la stessa che usano in questo periodo tutti i musicisti trap, come Young Signorino».

Oceanoletto chiude il set di Mèsa: la temperatura nel frattempo è calata, si prende l’ultima birra e in testa si fanno calcoli che sanno di countdown. Manca ancora un mese all’estate: sarà la serata, saranno le luci, sarà l’aria di Napoli, ma sembra davvero solo questione di ore. Il prossimo appuntamento di Nastro Azzurro Live è fissato a Firenze: lì l’estate sarà vera, su questo non ci sono dubbi.

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