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Si è concluso il Medimex 2015, in 50mila per parlare di innovazione musicale | Le foto

A Bari concerti, incontri d'autore, dibattiti. Abbiamo chiesto anche agli artisti coinvolti, da Ensi a Einaudi ai Joycut, quale potrà essere il futuro della musica

Max Casacci, Riccardo Sinigallia, Gianni Maroccolo e Vittorio Cosma al Medimex

Max Casacci, Riccardo Sinigallia, Gianni Maroccolo e Vittorio Cosma al Medimex

Concerti, show-case, incontri, mostre e proiezioni: sabato 31 ottobre si è conclusa la quinta edizione del Medimex di Bari, in questo momento probabilmente la fiera musicale più interessante a livello italiano. 50mila presenze sono state registrate in tutto per gli eventi in Fiera e quelli collegati. Ovviamente molto seguiti gli incontri con gli artisti da quello di Brian Eno a quello di Gianna Nannini (qui la nostra videointervista). E poi i Kolors ovviamente, con le ragazzine urlanti (ma non meno di quelle che erano lì per Gianna Nannini), Vinicio Capossela, Carmen Consoli, Ensi, Lo Stato Sociale, Ludovico Einaudi, Sud Sound System, david Lang. Un’ottima panoramica della musica migliore italiana in questo momento.

Ensi

Tanti incontri che possono fornire spunti di riflessione da quello su “Produzione artisti, promozione e tutela dei diritti nell’era digitale” con i Deproducers e Dario Giovannini di Carosello Records a View From The Top, con i ceo delle più importanti case discografiche che hanno raccontato le loro strategie per rapportarsi con la rivoluzione digitale. I cd si possono vendere soltanto durante gli instore? Sono diventati solo il tramite per poter avere un selfie e un autografo dal proprio artista preferito? La domanda (drammatica) è emersa da più parti, soluzioni facili non sono ovviamente emerse.

Anche agli artisti abbiamo chiesto che cosa può essere per loro l’innovazione nella musica, per lo meno nei loro settori. Per Ensi, «è cercare di rimanere fedeli al proprio suono, senza cercare di seguire per forza il trend del momento e cercare la metrica che faccia impazzire. Ora nell’hip hop tutti cercano di seguire la trap, il rap spezzato, ma prima o poi finirà. Quello che non muore sono il beat e il rap fatti come dio comanda. La velocità del mercato che ti chiede di essere sempre presente non mi piace per niente, preferisco prendermi i miei tempi e produrre di meno».

Pasquale Pezzillo dei Joycut

Pasquale Pezzillo dei Joycut

 

Anche per i Joycut, rock band di stanza a Bologna che si è esibita giovedì sera e che si sta facendo molto apprezzare all’estero, l’innovazione musicale non significa per forza scegliere di proporre musica elettronica ma cercare «di osare e di valicare i confini, pur rimanendo ancorati alla tradizione».

Ludovica Einaudi al Medimex 2015

Ludovico Einaudi al Medimex 2015

Per Ludovico Einaudi, che ha incontrato il pubblico del Medimex venerdì sera, «ogni epoca ha i suoi mezzi, oggi abbiamo una libertà totale, se un artista vuole produrre un’opera che dura 8 ore lo può fare senza problemi, quindi è solo l’artista che determina la fruizione musicale. Forse prima di riuscire ad ascoltare un disco passava moltissimo tempo ed era più semplice sognare, ora è tutto più semplice e immediato. Dietro la registrazione di un qualsiasi software c’è un grande lavoro e questo non andrebbe mai dimenticato».