Maxi Jazz, il cantante dei Faithless, è morto a 65 anni | Rolling Stone Italia
News Musica

Maxi Jazz, il cantante dei Faithless, è morto a 65 anni

«Era un adorabile essere umano, con tempo per tutti e una saggezza profonda e accessibile. È stato un onore e, ovviamente, un vero piacere lavorare con lui», ha scritto la band sui suoi canali social

Foto di Gus Stewart/Redferns

Maxi Jazz, voce dei Faithless, la band londinese trip hop che contribuì a fondare nel 1995 insieme a Sister Bliss e Rollo, è morto: aveva 65 anni.

«Era un uomo che ha cambiato le nostre vite in diversi modi – si legge nel post che la band ha pubblicato nei suoi canali social – ha dato il giusto significato alla nostra musica. Era un adorabile essere umano, con tempo per tutti e una saggezza profonda e accessibile. È stato un onore e, ovviamente, un vero piacere lavorare con lui».

Jazz, il cui vero nome era Maxwell Fraser, era nato nel 1957 a Brixton, in Inghilterra. Dopo vari anni a lavorare come deejay, nel 1984 fondò The Soul Food Cafe System, la sua prima band, che suonò al seguito di diversi noti artisti, tra cui i Jamiroquai. Dopo lo scioglimento della band, Jazz si è preso una pausa per collaborare con Jah Wobble all’album Invaders of the Heart, seguito da un tour dal vivo con i Wobble Collective. Nel 1995 l’incontro con Rollo e Sister Bliss e l’incisione del primo, iconico album di debutto della band, Reverance, pubblicato solo un anno dopo e di cui si ricorda, in primis, Insomnia, che è considerata uno dei più grandi brani dance di tutti i tempi. L’album successivo, Sunday 8PM (1998), è stato nominato per il Mercury Music Prize, con il singolo di successo God Is A DJ che ha fatto guadagnare al gruppo una nomination per i BRIT Award.

Per i Faithless Jazz ha sempre significato moltissimo, sia a livello di testi che per il suo lato performativo, in quanto trascinatore, dallo stile unico ed irripetibile. Anche se il nome della band potrebbe trarre in inganno, Jazz era un uomo di comprovata fede: è stato un membro attivo della Soka Gakkai, una famosa scuola laica buddhista giapponese con ramificazioni in tutto il mondo (la stessa seguita da Roberto Baggio). L’altra “fede” era di natura sportiva, in particolare calcistica: Jazz era, infatti, un tifoso accanito del Crystal Palace, storico club londinese di cui divenne direttore associato nel 2012.

Il club della Premier League ha detto che il musicista era una presenza regolare del Selhurst Park (lo stadio in cui lo squadra gioca le partite casalinghe), e ha già fatto sapere di volerlo omaggiare durante la prossima partita.

La causa della morte del cantante è ancora da confermare. In un post pubblicato su Twitter, Sister Bliss ha aggiunto che Maxi sarebbe «morto pacificamente nel sonno».

Altre notizie su:  Faithless