Massive Attack banditi da Singapore per la bandiera palestinese: «Orgogliosi» | Rolling Stone Italia
No Flag, No Party

Massive Attack banditi da Singapore per la bandiera palestinese: «Orgogliosi»

La band rompe il silenzio dopo il divieto di rientrare nel Paese: «Non pensavamo che esporre la bandiera di uno Stato riconosciuto da 157 Paesi violasse la legge»

Massive Attack banditi da Singapore per la bandiera palestinese: «Orgogliosi»

Massive Attack

Foto: Marco Prosch/Getty Images

I Massive Attack hanno commentato il divieto imposto dalle autorità di Singapore nei confronti di Robert Del Naja e Grant Marshall, ai quali è stato vietato di rientrare nel Paese dopo il concerto del 29 luglio allo Star Theatre. Il provvedimento è arrivato in seguito all’esposizione di una bandiera palestinese sul palco e ai cori “Free Palestine” intonati dal pubblico.

In un lungo comunicato pubblicato su Instagram, la band ha raccontato di essere stata fermata dalla polizia al termine dello show, con interrogatori separati, perquisizioni nelle camere d’albergo e il sequestro temporaneo dei passaporti di alcuni membri del gruppo: «Non immaginavamo che mostrare la bandiera di uno Stato sovrano riconosciuto da 157 Paesi potesse violare la legge», hanno scritto.

Il collettivo britannico ha poi definito «surreale» quanto accaduto e ribadito: «Siamo orgogliosi di aver espresso spontaneamente la nostra solidarietà insieme ai nostri fan di Singapore». Nel messaggio sui social, i Massive Attack hanno anche invitato il governo di Singapore a rafforzare la tutela della libertà di espressione e dei diritti civili.

Le autorità di Singapore hanno motivato il bando ricordando che la normativa locale vieta l’esposizione pubblica di simboli nazionali stranieri senza un’autorizzazione e limita le manifestazioni legate a temi geopolitici per preservare l’ordine pubblico.

 

 
 
 
 
 
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