Mark Ronson: la vita del produttore in cinque brani

E parliamo dell'uomo che ha prodotto "Back To Black" di Amy Winehouse e che oggi spegne 43 candeline.
Mark Ronson e Amy Winehouse sul palco dei BRIT Awards il 20 febbraio 2008. Getty Images

Mark Ronson e Amy Winehouse sul palco dei BRIT Awards il 20 febbraio 2008. Getty Images


Il buon nome di Mark Ronson è arrivato un po’ ovunque, ma solo di recente. Nel 2014 Uptown Funk è stato il suo primo singolo a raggiungere il primo posto nella classifica inglese e quella americana, anche grazie a Bruno Mars che ci ha messo la voce.

Sono quasi vent’anni però che Ronson firma dischi universalmente riconosciuti come incredibili, con la semplice differenza che il suo nome non compare sulla copertina ma dietro, nei crediti dei produttori e autori. Da Amy Winehouse a Paul McCartney, da Nas a Sean Paul torniamo sui suoi cinque migliori brani da produttore. Proprio oggi che Mr. Ronson spegne 43 candeline.

“International Affair” di Sean Paul ft. Debbie Nova (2002)

I’m Still In Love With You è sicuramente uno dei singoli più famosi di Sean Paul. Non è altro che una specie di rework dell’omonimo singolo di Alton Ellis del ’77, reinterpretato però da Paul in chiave moderna e dancehall, e poi inserito nel secondo album del 2003 Dutty Rock. All’interno dello stesso disco c’è anche International Affair, che Ronson crea partendo proprio dal motivetto di I’m Still In Love With You e poi dirige verso lidi più dub e ritmati. Praticamente un remix di un rework, dove il produttore si prende la briga di suonare personalmente tutti gli strumenti: dalle batterie alle tastiere.

“Cold Shoulder” di Cold Shoulder (2008)

Ronson era lì, nelle retrovie, anche quando Adele ha mosso i primi passi con 19. Il primo album della voce al tritolo londinese sfoggia al quarto posto della tracklist un singolo, Cold Shoulder, che trasuda ronsonaggine da ogni battuta. Vuoi per la batteria forsennata, vuoi per il basso suonato da Stuart Zender (ex Jamiroquai e membro attivo nei tour di Ronson), vuoi per come entrambe queste cose si amalgamano ai fraseggi di archi: la bellezza di Cold Shoulder sta soprattutto nel fatto che per la prima volta la cantante viene allontanata dal solito ecosistema soul, ballad e viene messa nella stessa gabbia di una batteria palesemente funk.

“Fried Chicken” di Nas ft Busta Rhymes (2008)

Nigger: si chiamava così inizialmente il nono album di Nas. Forse il più esplicito e provocatorio della sua carriera, tanto che per via dello stesso titolo il disco fu rimosso da iTunes e poi ricaricato con il nome generico di Nas. Tutt’oggi rimane senza un titolo definitivo, ma sul fatto che abbia lasciato il segno, su quello non ci piove. L’apporto di Ronson qui si limita a un solo brano, che però rimane uno dei migliori dell’album: Fried Chicken. Il beat è scarno, ogni tanto volano sciabolate di fiati e soprattutto viene lasciato spazio a Nas e Busta senza però far passare in secondo piano la traccia strumentale.

“New” di Paul McCartney (2013)

NEW è il sedicesimo album in studio di Sir Macca e New scritto minuscolo è l’omonima title track del 2013 prodotta, manco a dirlo, da Mark Ronson. È una marcetta spensierata, molto beatlesiana (anche nella durata breve), giocosa, piena di coretti e dominata da uno piano che dal vivo suona lo stesso McCartney. Praticamente è una nipote di Penny Lane, su cui però Sir Paul fa continuamente leva sul gioco di parole “new” e “knew”. Altra dimostrazione che Ronson riesce a fare le cose per bene senza legarsi necessariamente legarsi a un periodo storico o un genere.

“He Can Only Hold Her” di Amy Winehouse (2006)

Back To Black di Amy Winehouse è senza dubbio il capolavoro di Ronson. Insieme all’altro produttore, Salaam Remi, il londinese firma un album volutamente retrò ma senza scadere in facili manierismi. Questa cosa è palese nei più grandi successi interpretati dalla cantante, quindi le varie Back To Black o Rehab ma si conferma anche nel resto dei pezzi. Come He Can Only Hold Her, uno splendido brano soul in stile Motown che la cantante dal vivo si diverte a mescolare con Doo Wop (That Thing) di Ms. Lauryn Hill.